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Mobilità, Targetti contro Giani e il Pd: “Il loro progetto di tramvia è un controsenso: allunga i tempi invece di accorciarli”


Il candidato sindaco della lista "L'alternativa c'è" boccia l'ipotesi del tratto Prato-Campi Bisenzio e rilancia l'idea di un collegamento diretto Pecci-Peretola: "Oltre al tracciato illogico pesano le incognite economiche senza dimenticare l'impatto sulla viabilità cittadina"


Claudio Vannacci


“Un errore strategico, un insulto alla logica dei trasporti e l’ennesimo annuncio elettorale che non tiene conto della realtà”. E’ con queste parole che Jonathan Targetti, candidato sindaco della lista “L’alternativa c’è” boccia senza appello l’annuncio del presidente Eugenio Giani di uno stanziamento di 9,5 milioni per la progettazione della tratta di tramvia Prato Centrale-Villa Montalvo. Per Targetti lo sviluppo tranviario dovrebbe essere invece sull’asse diretto Ex Banci – Pecci – I Gigli – Peretola. Un tracciato che colleghi i principali punti economici della Piana e che rispetta la direttrice più rapida.
“​Dal 2014 a oggi abbiamo assistito ad una sfilata di promesse, ma i fatti dicono altro – prosegue Targetti -: oggi scopriamo che, per andare a Firenze, il Pd regionale e pratese vorrebbero imporci un “giro largo” da Campi Bisenzio, abbandonando la prospettiva ben più funzionale dell’asse diretto Pecci-Peretola. I dati parlano chiaro: il futuro tempo di percorrenza stimato per la tratta Prato Centrale-Villa Montalvo-Peretola si aggira attorno ai 45 minuti. Un controsenso totale, se si considera che oggi il treno regionale collega Prato Centrale a Firenze Smn in soli 24 minuti. Nel resto del mondo le infrastrutture si costruiscono per accorciare i tempi e collegare i territori. Qui si progettano opere da mezzo miliardo di euro per allungarli, condannando i pendolari a un viaggio infinito”.
Ma Targetti contesta anche tempistiche e costi. “Oltre al tracciato illogico – dice – pesano le incognite economiche. Mancano all’appello 489 milioni di euro. Con l’avvio del primo lotto previsto non prima del 2028, è realistico pensare che l’opera non vedrà la luce prima del 2035 per la prima parte e del 2045 per il collegamento completo. Prato non può aspettare vent’anni per un progetto che nascerebbe già obsoleto. Esprimiamo inoltre profonda preoccupazione per l’inserimento della tranvia nel tessuto cittadino. Inserire binari su strade già al collasso quotidiano significa dare il colpo di grazia alla viabilità pratese. Chi usa l’auto ogni giorno a Prato sa che la città non può sostenere altri cantieri infiniti e restringimenti di carreggiata per un mezzo che non offre vantaggi competitivi”.
Infine la stoccata al Pd e al candidato del campo largo Matteo Biffoni: “Non hanno mai avuto il coraggio di difendere gli interessi della città davanti a Firenze e Roma – dice -, accettando passivamente ogni annuncio per non compromettere percorsi politici personali”.

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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