Il tema rifiuti, con l’aumento della Tari votato appena giovedì scorso dal Consiglio comunale, continua a tenere banco e ad animare il dibattito politico in città. Gli ultimi interventi sull’argomento arrivano entrambi dalle opposizioni, con il capogruppo di Fratelli d’Italia Cosimo Zecchi e quello de “L’alternativa c’è” Jonathan Targetti.
“I pratesi si troveranno con una bolletta dei rifiuti aumentata dell’8,5%. E nessuno ha ancora spiegato i veri perché – dice Cosimo Zecchi – L’aumento dell’8,5% non è un dato tecnico neutro: è la conseguenza diretta di come questa amministrazione ha gestito il proprio ruolo in Alia e all’interno della multiutility Plures in tutti questi anni. Non è il modello della multiutility che contestiamo: è la gestione opaca, subalterna, priva di qualsiasi capacità negoziale della maggioranza Pd di questa città. Non ci sono scuse: li dentro si è fatto tutto fuorchè gli interessi dei cittadini e della città”.
“Il paradosso è scritto nei numeri -prosegue -. Plures chiude il 2025 con ricavi superiori ai 2,2 miliardi di euro e distribuisce 34,4 milioni di dividendi ai Comuni soci: di questi, 6,4 milioni finiscono nelle casse del Comune di Prato. Allo stesso tempo, nel piano finanziario approvato da Ato, il costo effettivo del servizio a Prato risulta quasi il 28% superiore al benchmark nazionale. Il gestore costa di più di quanto il sistema tariffario considera efficiente, e quella differenza la pagano i pratesi in bolletta. I dividendi che il Comune incassa da Plures sono alimentati, almeno in parte, dalle stesse tariffe che i cittadini versano. Un trasferimento mascherato da rendimento societario. C’è una ulteriore domanda che questa amministrazione non si è mai posta pubblicamente: perché Prato paga più di altre città? Ho il sospetto — e voglio che sia verificato con i dati — che su questi costi incidano in misura rilevante alcune patologie strutturali del nostro territorio che questa maggioranza ha visto crescere durante i suoi mandati: l’abbandono massiccio di rifiuti, l’evasione tariffaria, il sovraffollamento abitativo, le utenze fantasma, le case sovraffollate. Sono variabili che fanno impazzire i conti del gestore e che vengono poi spalmate su chi paga regolarmente. I pratesi onesti pagano anche per chi non lo fa, e pagano per le inefficienze dell’amministrazione, ma nessuno finora ha quantificato quanto”.
Per questo Zecchi chiede la convocazione urgente della Commissione Consiliare n. 2. “Ci è arrivata una delibera da votare in 8 giorni e capisco i tempi troppo ristretti – afferma -. Però ora voglio sapere, dati alla mano, a cosa è dovuto l’aumento. Voglio sapere quanto incide l’evasione tariffaria, quanto pesa l’abbandono di rifiuti, quante utenze non sono censite. Voglio sapere se il Comune, come socio di Plures, ha mai posto queste domande ai vertici aziendali e cosa gli è stato risposto. Se il gestore ha i dati, li porti in commissione. Se non li ha, è ancora più grave”.
Jonathan Targetti, nel suo intervento, punta invece il dito contro la capogruppo di Fdi in Regione Chiara La Porta: “Nell’ultimo Consiglio comunale – dice – tutta la minoranza consiliare si è impegnata a riportare la discussione sui temi veri e sulle responsabilità politiche, rompendo la narrazione di comodo del Pd: quella con cui Matteo Biffoni riduce l’aumento della Tari alla mancanza di impianti e alle colpe della Regione o dello Stato. È lo schermo perfetto per non rispondere di ciò che pesa davvero sulle bollette dei pratesi: le scelte fatte in questa città e l’opacità dell’operazione Plures. Mentre la minoranza porta avanti un lavoro serio per riportare la discussione dove deve stare — sulle responsabilità della politica e dei vertici della multiutility — cosa succede? La consigliera regionale di Fratelli d’Italia Chiara La Porta esce sulla stampa e rilancia parola per parola la tesi di Biffoni: colpa della Regione, mancano gli impianti. In un colpo solo restituisce al sindaco l’alibi che tutta la minoranza gli aveva tolto giovedì, con interventi puntuali. Che sia calcolo o disciplina di partito, l’effetto è uno solo: fa il gioco del Pd pratese.”
“A fare riflettere sono soprattutto i tempi – prosegue Targetti -. Questa uscita arriva pochi giorni dopo l’inaugurazione del laboratorio Its nella sede di Estra a Prato, dove — sorridenti, tutti insieme — c’erano il sindaco Biffoni e il presidente Giani per il centrosinistra, e per Fratelli d’Italia nientemeno che il ministro Foti, l’onorevole Donzelli e la stessa La Porta, accanto ai vertici di Estra e Plures Macrì e Ciolini. Non è forse la fotografia plastica del vero partito che governa la Toscana? Il partito trasversale degli interessi comuni, dove Pd e Fratelli d’Italia frequentano le solite cene eleganti, si spartiscono la solita torta delle grandi società di servizi e poi, in favore di telecamere, recitano il teatrino dell’opposizione reciproca. C’è poi la prova del nove. La Commissione consiliare che dovrebbe fare luce sulle partecipate — la numero 6, presieduta proprio da Fratelli d’Italia — sarebbe la sede naturale per vederci chiaro su Plures. Peccato che convocarla stia diventando un’impresa: rinvii, calendari che non si trovano, strane difficoltà a mettere all’ordine del giorno l’unico tema che conta. È uno strumento per esercitare controllo e trasparenza. Va usato”.
“Per questo ho chiesto – chiude Targetti -, proprio durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, la convocazione di un Consiglio straordinario interamente dedicato a Plures. Per portarlo in aula servono le firme di almeno sette consiglieri: lancio un appello a tutti i colleghi, di ogni schieramento, a sottoscriverlo. Sarà il modo più semplice per capire chi vuole discutere di Plures davanti ai cittadini e chi preferisce che se ne parli solo nelle foto delle inaugurazioni. Le firme si contano e quella è una fotografia che non mente”.
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