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Inclusione Rom e Sinti, i progetti del Comune presentati alla Commissione Europea. Stanasel: “Nonostante le promesse i campi nomadi sono ancora lì”


L'assessora Maria Logli, con delega alle politiche per l'integrazione e l'inclusione, ha partecipato all'importante incontro a Bruxelles: "Il nostro regolamento non prevede sgomberi e chiusure forzate ma un accompagnamento verso l'autonomia abitativa, perché a Prato non buttiamo le famiglie per strada"


Samuela Pagliara


Sono stati presentati a Bruxelles i progetti del Comune di Prato per superare i campi nomadi ma sulla questione scoppia una polemica politica, portata avanti dal consigliere della Lega Claudiu Stansel.

L’assessora alle Politiche per l’Inclusione Maria Logli ha partecipato ieri 2 ottobre all’importante incontro a Bruxelles dal titolo “National Roma Contact Point” organizzato dalla Commissione Europea per parlare del modello Prato nei progetti dedicati al superamento dei campi Rom e Sinti. L’incontro, avvenuto all’interno dell’Albert Borschette Conference Center, ha permesso all’assessora di presentare il disegno ereditato dalla scorsa amministrazione, davanti ad una platea internazionale. Il progetto ambizioso, presentato nel 2022, si proponeva di ribaltare la concezione dei campi rom e sinti nel giro di 5-7 anni, svuotando le quattro aree attrezzate della città e offrendo una prospettiva nuova e inclusiva aiutando gli occupanti da un punto di vista sociale ed economico, trasferendoli in nuove soluzioni abitative.

La questione, però, non è rimasta immune alle politiche interne tornati nel confine nazionale. Il vicepresidente del consiglio comunale Claudiu Stanasel, ha presentato un’interrogazione urgente per chiedere chiarimenti sul progresso dei progetti premiati, sui benefici e sui riscontri attesi. I nodi critici restano quattro: viale Manzoni (dove verrà realizzata la terza corsia dell’autostrada) via Pollative, viale Marconi e via Traversa per le Calvane. “Nonostante le numerose promesse di chiusura dei campi nomadi pratesi fatte dall’ex sindaco Biffoni e dall’attuale vicesindaco Faggi, i campi sono ancora al loro posto- ha affermato Stanasel- È inaccettabile che, dopo così tanto tempo, i cittadini continuino a essere illusi da promesse mai mantenute. Pensino a mantenere fede alle promesse fatte, piuttosto che perdere tempo e risorse in nuovi progetti che non hanno alcuna utilità per la cittadinanza pratese”. Concludendo, Stanasel ha aggiunto: “La priorità di questa amministrazione dovrebbe essere il miglioramento della qualità della vita dei pratesi, non progetti privi di concretezza e caratterizzati esclusivamente da mera propaganda di partito”.

Sul punto, ecco la replica dell’assessora Maria Logli: “Il Comune di Prato – dice – è stato chiamato dalla Commissione Europea tra gli esempi di best practices in Europa. Le progettualità messe in campo a Prato, che prevedono una de-segregazione graduale e partecipativa, danno risultati così concreti che funzionano e ci chiamano a relazionare davanti a tutti i paesi membri. Il nostro regolamento – prosegue Logli – non prevede sgomberi e chiusure forzate ma un accompagnamento verso l’autonomia abitativa, perché a Prato non buttiamo le famiglie per strada. Il capogruppo Stanasel lo dovrebbe sapere benissimo visto che il regolamento è stato approvato a larga maggioranza nella scorsa legislatura, quando la destra si è spaccata perché non riusciva a decidersi tra migliorare la vita della comunità pratese o perseguire la propaganda elettorale e le proprie campagne d’odio”.

“Come Unar ha riferito in Commissione – conclude Logli -, è in essere un lavoro finalizzato a valorizzare le realtà virtuose nell’ambito di un network internazionale. Avere il supporto delle istituzioni nazionali ed europee nei progetti pioneristici che sperimentiamo a Prato, grazie al protagonismo della comunità sinti, al fermento di una cittadinanza solidale e consapevole e alla presenza di studiosi ed esperti, ci rende tutti più forti e coesi”.

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