Vince Biffoni. Anzi stravince. Non solo perché ha ottenuto il via libera già al primo turno per il suo terzo mandato (o il primo di una nuova stagione, come preferisce lui), ma anche perché ha fatto il pieno con la sua lista civica, eleggendo sette consiglieri, ai quali vanno aggiunti quelli eletti nella lista Pd e di fede “biffoniana”.

Insomma, una maggioranza della maggioranza, che consentirà a Biffoni una navigazione abbastanza tranquilla per quanto riguarda il Consiglio comunale. Anche perché a Prato, a differenza di quanto avvenuto nella vicina Pistoia, la vittoria del centrosinistra non è quella del campo largo in senso schleiniano: i 5 Stelle sono rimasti fuori dal Consiglio comunale e difficilmente potranno avere spazio in giunta, Avs ha fatto sì bene ma eleggendo solo un consigliere, così come nel 2024. Anche la sfida tra le civiche, poi, è finita con un “cappotto” a favore di quella biffoniana visto che Orgoglio per Prato-Casa Riformista, coordinata dall’assessora regionale Cristina Manetti e quindi riconducibile al governatore Eugenio Giani, si è fermata sotto il 3%, portando in Consiglio un solo eletto.

Entrando nel dettaglio di come sarà il prossimo Consiglio comunale, la maggioranza avrà 20 seggi: 11 per il Pd (Marco Sapia, Fulvio Barni, Lorenzo Tinagli, Matilde Maria Rosati, Gabriele Alberti, Francesca Faggi, Carla Guerrini, Mariagrazia Ciambellotti, Arjana Salimusaj, Martina Cacciato, Edoardo Carli), 7 lista Biffoni (Luca Vannucci, Elena Pieralli, Giacomo Sbolgi, Giovanni Longobardi, Laura Quitadamo, Sandra Mugnaioni, Simone Rizzuto), uno ciascuno Avs (Lorenzo Chiani) e Orgoglio per Prato (Pasquale Palumbo). Mentre per la minoranza entrano i candidati sindaco sconfitti Gianluca Banchelli, Claudio Belgiorno e Jonathan Targetti, mentre mancano il traguardo Enrico Zanieri (per poco) e Emilio Paradiso. Tra le liste, i restanti nove posti sono appannaggio di Fratelli d’Italia con sette consiglieri (Cosimo Zecchi, Rocco Vincenzo Rizzo, Eleonora Cioni, Dania Melani, Aldo Godi, Cristina Attucci ed Elena Ganugi) e uno ciascuno Forza Italia (Gabriele Agati) e Lista Belgiorno (Rossella Risaliti). Fuori dal Consiglio la Lega.

Per il centrodestra si tratta di una sconfitta storica. Il crollo rispetto alle ultime elezioni è clamoroso: meno 12 punti percentuali rispetto a solo due anni fa quando Gianni Cenni arrivò al 41%. A parziale consolazione, Fratelli d’Italia aumenta la sua compagine di consiglieri, ma sicuramente questo non basta a lenire le ferite, soprattutto se si considera il contesto degli ultimi 12 mesi. L’inchiesta che ha portato alle dimissioni la sindaca Ilaria Bugetti, il commissariamento, i problemi interni al Pd facevano pensare ad una sorta di rigore a porta vuota per il centrodestra, che invece è riuscito nell’impresa non solo di non batterlo quel rigore, ma addirittura di fare autogol.
A rappresentare il contraltare del flop del centrodestra dei partiti tradizionali c’è il successo dei due candidati civici: uno più di destra (Belgiorno), l’altro più di centro (Targetti). Entrambi hanno ottenuto un risultato più che dignitoso, che consente loro di entrare in Consiglio, cosa certo non scontata alla vigilia. Frutto, per tutti e due, di una presenza capillare sul territorio che, probabilmente, è invece mancata al centrodestra.
Venendo alle singole liste. Nel Pd il più votato è stato l’ex assessore Marco Sapia con 844 voti personali, seguito da Fulvio Barni e Lorenzo Tinagli. Primo dei non eletti è Francesco Bellandi, per un solo voto, ma potrebbe subentrare nel caso qualcuno dei consiglieri eletti venisse nominato assessore.

Nella lista Biffoni il più votato è stato l’ex assessore Luca Vannucci, fedelissimo del neo sindaco. Bene anche la presidente dell’Associazione Giorgio La Pira Elena Pieralli e Giacomo Sbolgi, anche lui ex assessore nella seconda giunta Biffoni.

Il più votato di Fratelli d’Italia è stato invece l’ex consigliere comunale Cosimo Zecchi che precede altri due ex consiglieri del precedente mandato. Rocco Rizzo ed Eleonora Cioni.

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