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Il Pd lancia “Prato città aperta”: una settimana dedicata a intercultura, integrazione e diritti delle minoranze


Al via da lunedì con una serie di iniziative che si concluderanno domenica prossima quando le proposte saranno presentate alle città in più lingue. La capolista Logli: “Vogliamo stare al fianco delle comunità marginalizzate e renderle protagoniste del programma di governo”


Claudio Vannacci


“Ricucire il rapporto di fiducia con chi vive un problema di rappresentanza e interrogarsi sulle possibilità reali che queste persone hanno di incidere sul presente e sul futuro della città, partecipando direttamente alle scelte politiche che li riguardano”. E’ questo uno dei principali obiettivi che il Partito Democratico si è dato per il governo di Prato e che sarà al centro delle iniziative previste nella settimana tematica dedicata a intercultura, integrazione e diritti delle minoranze etnolinguistiche, ‘Prato Città Aperta’, che si apre lunedì 6 maggio.

“Tante persone pratesi nascono, studiano, lavorano a Prato, contribuiscono al suo benessere e tengono al suo futuro, ma nonostante ciò non possono o non riescono a prendere parte alla vita politica cittadina”, dice Maria Logli, coordinatrice della segreteria e capolista Pd per il Consiglio comunale. “Questo accade a causa di una normativa nazionale in materia di immigrazione e cittadinanza ormai anacronistica e criminogena. E poi ci sono gli ostacoli materiali e strutturali della precarietà, di forme di esclusione e discriminazione sistemiche, di inaccessibilità dello spazio pubblico”.

“Noi – prosegue Logli – vogliamo stare al fianco delle comunità marginalizzate e renderle protagoniste del programma di governo. In questi giorni siamo tornati e torneremo nei luoghi in cui la carenza di rappresentanza si trasforma in voglia di partecipazione, in cui comunità marginalizzate si organizzano per dar voce a chi non ce l’ha. E siamo partiti da chi, sebbene viva e lavori a Prato da decine di anni, a queste elezioni non potrà votare Ilaria Bugetti, nonostante abbia la volontà di farlo”.

“Una delle prime tappe – continua la capolista Pd – ha coinvolto i luoghi di culto e le associazioni della diaspora, come nel caso dell’Associazione Culturale Islamica Bengalese di Prato dove abbiamo incontrato tante persone che hanno voglia di portare il loro contributo. Molte di loro, purtroppo, non possono votare perché nonostante i decenni di vita e lavoro a Prato, si sono viste saltare l’iter burocratico della cittadinanza. In questi primi incontri, che si intensificheranno nel corso della prossima settimana, abbiamo discusso dell’idea di spostare la competenza politica del rilascio e verifica dei requisiti per i permessi di soggiorno dalle Prefetture ai Comuni, in una sperimentazione che parta proprio dalla nostra città. E poi gli strumenti di mediazione linguistica e culturale per migliorare l’accessibilità ai servizi sociali, economici e culturali; la promozione del diritto alla casa; la coprogettazione dei momenti di festività e ritualità affinché questi siano patrimonio di tutta la cittadinanza”. L’appuntamento conclusivo domenica 12 maggio quando le proposte saranno presentate alle città in più lingue.

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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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