Il tema “congresso anticipato sì, congresso anticipato no” continua ad animare il dibattito interno al Pd di Prato, con il partito che pare sempre più diviso, come evidenziato in maniera inequivocabile durante la direzione fiume di martedì scorso 2 dicembre, quando il segretario regionale Emiliano Fossi aveva deciso di stoppare il percorso deciso appena una settimana prima al termine del vertice con l’onorevole Marco Furfaro, il segretario provinciale Marco Biagioni e il consigliere regionale recordman di preferenze Matteo Biffoni.
Stop quindi al percorso partecipativo, chiamato “Ri-generazione”, proposto da Biagioni e nuovo tentativo di vedere se c’è spazio per celebrare il congresso anticipato, come inizialmente chiesto da tutti i Dem pratesi – con la lettera a Fossi di Biagioni – e rilanciato in Direzione dal documento con Giosuè Prestanti come primo firmatario.
Adesso c’è attesa per sapere cosa Fossi dirà martedì prossimo 9 dicembre, quando è nuovamente convocata la Direzione Dem di Prato. Intanto, però, un nuovo elemento si è andato ad aggiungere al dibattito, con un documento che in queste ore sta circolando tra gli iscritti e che torna a ribadire la necessità di dare vita subito al percorso “Ri-generazione”.
Si tratta di una lettera aperta al segretario Biagioni, promossa da ambienti a lui vicini, che vuole essere una conta anticipata in vista della discussione di martedì prossimo. Da una parte quindi il documento Prestanti, dall’altra questo.
“Il Partito Democratico pratese – si legge nella lettera aperta – è ancora un protagonista nella vita della città, porta avanti le battaglie per una società più giusta ed equa e per farlo c’è una strada sola: condividere la proposta politica tra gli iscritti, discuterla, rafforzandola insieme. Oggi più che mai serve aprire un percorso partecipativo serio e costruttivo che ci accompagni fino al congresso: è adesso che dobbiamo muoverci”.
Da qui, dopo l’elenco delle questioni aperte (“il futuro dei servizi pubblici e della gestione dell’acqua, il consumo di suolo e i trasporti, la lotta allo sfruttamento lavorativo, la sicurezza, la libertà di stampa, la gestione dei rifiuti, il sostegno all’impresa sana che rende Prato il distretto più importante d’Europa, le politiche migratorie), ecco la richiesta: “Ci rivolgiamo a voi, iscritte e iscritti – prosegue la lettera -: siete il riferimento che ogni gruppo dirigente dovrebbe avere. Vogliamo un’elaborazione collettiva, non corse alle poltrone; vogliamo costruire insieme le risposte che la città ci chiede, non restare impantanati in discussioni che riguardano un gruppo ristretto di eletti e dirigenti. Questo processo è partito e non si fermerà, perché ne va del rapporto di fiducia tra partito, militanti, iscritti, elettori e simpatizzanti. Organizzare un congresso a partire da febbraio entro marzo è folle perché prima delle lotte intestine il Pd ha il dovere di pensare alla città. Da questo ripartiamo. Mentre la destra è già in campagna elettorale, noi non possiamo più restare fermi: andiamo avanti con Ri-generazione”.
Insomma, un quadro che ci disegna un partito quanto mai spaccato e diviso. Con un altro appuntamento importnte in programma giovedì prossimo 11 dicembre quando alle 21.15 al circolo di Borgonuovo si svolgerà l’assemblea “Il Pd che vogliamo”, inizialmente fissata per il 24 novembre e poi rinviata per l’allerta meteo arancione. A convocarla, in questo caso, è quella fetta di Pd che vuole invece celebrare subito il congresso, aderendo al documento di Giosuè Prestanti che ha raccolto adesioni trasversali tra le varie correnti. “La richiesta di fissare il congresso – spiega Prestanti – è nata dal desiderio di ridare centralità agli iscritti e ai Circoli, come previsto dal nostro Statuto. Non si tratta di criticare il partito, ma di migliorarlo insieme. Il nostro focus è sul metodo: vogliamo assicurarci che le decisioni più importanti siano il frutto di una discussione ampia e non di percorsi ristretti”.
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