Sono ore di confronti e faccia a faccia per arrivare a definire la giunta che accompagnerà Matteo Biffoni nel suo terzo mandato da sindaco. Confronti tra il primocittadino e le forze della sua maggioranza, ma anche interni alle forze stesse con posizioni e nomi che entrano ed escono a ritmo continuo dal borsino del toto assessore. Il tutto con l’input dato da Biffoni a tutti: far valere l’elasticità e le competenze, perché la giunta dovrà essere operativa fin da subito per rimettere in moto al macchina comunale dopo un anno di commissariamento.
Al momento sono due i punti fermi: da una parte la convocazione del primo consiglio comunale per il pomeriggio di giovedì 18 giugno, con all’ordine del giorno la convalida dei consiglieri comunali, con eventuali surroghe, il giuramento del sindaco, la presentazione della giunta e le elezioni degli organi del Consiglio stesso; dall’altra la volontà di Biffoni di chiudere entro la settimana la questione giunta, possibilmente anche già entro le prossime 48 ore.
Le certezze sono poche a livello di nomi, mentre ormai è già stata delineata quella che sarà l’architettura generale della giunta. Sicuri di un posto da assessore sono Benedetta Squittieri (in quota Pd riformisti) e Enrico Romei (per la lista Biffoni). Un terzo nome dovrebbe uscire dalla coppia Giacomo Sbolgi (lista Biffoni) e Gabriele Alberti (Pd): chi resterà fuori dalla giunta sarà probabilmente il presidente del Consiglio comunale.
Ci sarà poi un assessore espresso da Avs e qui la questione è tutta interna alla lista con un derby molto acceso tra il segretario Alessio Laschi e il consigliere comunale Lorenzo Chiani. Le posizioni al momento sono da muro contro muro e non è escluso che possa saltare fuori una terza figura. Di sicuro il nodo dovrà scegliersi quanto prima. Probabile anche un assessore per Orgoglio per Prato, ma anche qui al momento non c’è un nome sicuro: Pasquale Palumbo dovrebbe restare in Consiglio comunale (forse con la presidenza di una commissione), l’assessore quindi verrebbe preso dall’esterno.
Tornando in casa Pd, e in particolare nell’area di riferimento alla maggioranza Schlein, le cose si complicano e non poco. I posti disponibili sono infatti due o al massimo tre, non sufficienti a garantire le aspirazione della almeno quattro aree – se non cinque – in cui si dividono gli schleiniani pratesi. Resta in ballo il nome di Diego Blasi, figura di riferimento per il deputato Marco Furfaro, ma ci sono poi gli ex bugettiani che di nomi da proporre ne hanno addirittura tre (Matilde Rosati, Marco Sapia e, soprattutto, Cristina Sanzò). C’è poi la vasta area che fa riferimento al coordinatore della segreteria Gosuè Prestanti e che punta su Lorenzo Leo, mentre il nome di Lorenzo Rocchi viene portato avanti dall’area guidata dall’ex assessore Enrico Giardi. Insomma una rosa troppo folta per i posti disponibili.
Restano fuori i due assessorati chiave indicati dal sindaco Biffoni come perni centrali della sua azione ammininistrativa. L’intenzione è di pescare per entrambi i ruoli fuori dai partiti, cercando di far valere le competenze. Per quello alla legalità il primo nome contattato è stato quello dell’ex procuratore Giuseppe Nicolosi, purtroppo vittima di un gravissimo incidente domestico. Il magistrato aveva comunque già fatto sapere di non essere disponibile. L’assessore al diritto all’abitare (che comprenderà una serie di deleghe trasversali) verrà invece scelto nel ricco mondo del volontariato pratese, con un occhio di riguardo al mondo cattolico. Una figura in grado di garantire una conoscenza approfondita del settore sociale. Due i nomi che potrebbero rientrare in questo identikit: Idalia Venco, attuale presidente di Insieme per la Famiglia, per venti anni direttrice della Caritas diocesana, e Renza Sanesi, ex presidente Fondazione Santa Rita.
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