Due nomi praticamente già sicuri, un’idea di massima che punta ad alzare il livello della giunta al di là di quelle che possono essere le esigenze dei partiti, la creazione di due superassessorati – uno alla Legalità l’altro al Diritto all’abitare – da assegnare a personalità di primissimo piano, la cui competenza nel settore sia riconosciuta da tutti.
Sono queste le linee guida che stanno alla base del lavoro iniziato dal sindaco Matteo Biffoni nella messa a punto della giunta che dovrà accompagnarlo nei cinque anni di amministrazione. Un lavoro ancora in fase preliminare ma che, come ripetuto più volte da Biffoni, dovrà portare in tempi abbastanza rapidi (entro il 10 giugno?) al varo della giunta e alla nomina del presidente del Consiglio comunale.
Biffoni non avrebbe messo nessun veto nelle interlocuzioni con le forze politiche della maggioranza ma, al tempo stesso, avrebbe ribadito, forte del risultato delle urne, che non accetterà imposizioni. L’ultima parola sia sui nomi sia sulle distribuzione delle deleghe sarà la sua. Chiaro l’obiettivo di evitare quanto successo alla sua predecessora, con la sindaca Ilaria Bugetti che tenne per sé tante deleghe pesanti proprio perché non si fidava pienamente dei nomi indicati dai partiti per la sua giunta.
Venendo ai nomi, al momento quelli su cui si potrebbe scommettere quasi ad occhi chiusi sono quelli di Benedetta Squittieri (Pd) ed Enrico Romei (lista Biffoni) che andrebbero ad occupare due delle otto caselle riservate agli assessori. Per il vicesindaco il nome in pole resta quello di Diego Blasi, massimo esponente nel Pd dell’ala più vicina alla segretaria nazionale Elly Schlein e al suo referente in Toscana Marco Furfaro.
Detto che stavolta Avs avrà buon gioco nel rivendicare l’assessore che gli fu negato nel 2024 (i nomi in ballo sono quelli di Alessio Laschi e del consigliere comunale Lorenzo Chiani), appare difficile ipotizzare un ingresso in giunta del Movimento 5 Stelle, rimasto a secco di seggi in Consiglio. Più incerta la posizione della lista Orgoglio per Prato-Casa Riformista che un consigliere è riuscito ad eleggerlo nella figura di Pasquale Palumbo. Proprio il suo nome era stato avanzato in campagna elettorale come pretendente all’assessorato al Sociale. Ma il risultato non brillantissimo ottenuto dalla lista potrebbe non bastare per garantire una delega così pesante.
Chi invece ha ottenuto dalle urne risultati superiori alle aspettative è la lista Biffoni che, a buona ragione, può chiedere spazio in giunta oltre a Romei. In questo caso i nomi dei papabili potrebbero essere Elena Pieralli e Giacomo Sbolgi.
In casa Pd il più votato tra i nuovi consiglieri è stato Marco Sapia che, al momento, sembra più in lizza per la poltrona di presidente del Consiglio comunale che per un posto da assessore. Il riconteggio dei voti ha tenuto fuori dal Consiglio, come primo dei non eletti, Edoardo Carli, molto vicino a Blasi e Furfaro. La nomina di un assessore tra i consiglieri eletti potrebbe quindi farlo tornare sui banchi della maggioranza, ma non è detto che questo accada.
L’idea di Biffoni, infatti, è quella di mettere in piedi una squadra dove la competenza sarà il tratto decisivo nella scelta degli assessori. Ecco quindi l’ipotesi dei due super assessorati, in grado di riunire trasversalmente una serie di deleghe e da affidare a persone di comprovata esperienza. Quello alla Legalità e quello al Diritto all’abitare. In entrambi i casi sono appena iniziate le interlocuzioni sui possibili assessori. I nomi in ballo sono di primissimo livello ed escono da quelli che sono i confini cittadini, anche se al momento viene mantenuta la massima riservatezza.
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