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Elezioni comunali, Sangermano si tira fuori dalla corsa a sindaco per il centrodestra: “Onorato, ringrazio ma continuo a svolgere il mio lavoro”


Il nome del magistrato portato al tavolo della coalizione da Fratelli d'Italia. Forza Italia smentisce veti. Centrosinistra e centrodestra ancora al lavoro per trovare la quadra


Nadia Tarantino


Mancano poco più di cinquanta giorni alle elezioni comunali ma la corsa, almeno quella dei due schieramenti principali – centrosinistra e centrodestra – non è ancora iniziata e non è iniziata per un motivo semplice: non ci sono i candidati. O meglio, da una parte e dall’altra si rincorrono nomi e volti ma di ufficiale non c’è nulla ad oggi. Continua a slittare la presentazione di Matteo Biffoni nel centrosinistra, mentre nel centrodestra è tutto fermo alla fuga in avanti della Lega che nelle settimane scorse ha lanciato Claudiu Stanasel ma intorno al quale difficilmente la coalizione farà quadrato in cerca, invece, di un’alternativa che al momento si chiama Rita Pieri (Forza Italia). Non sarà – è chiaro – una corsa a due: Jonathan Targetti è al lavoro per chiudere tutti gli accordi sul tavolo e le prossime 48 ore potrebbero essere quelle decisive, il ‘Popolo della famiglia’ ha messo in campo il suo presidente, Mario Adinolfi, e i più informati fanno trapelare la possibilità di sorprese ad allungare l’elenco.
Tra tante incertezze, una certezza: Antonio Sangermano non sarà il candidato del centrodestra. Nei giorni scorsi il nome del magistrato, ex sostituto procuratore ed ex procuratore facente funzioni a Prato, ex procuratore presso il tribunale dei minori di Firenze e oggi al ministero come capo del Dipartimento per la giustizia minorile, sarebbe stato proposto alla coalizione da Fratelli d’Italia; una proposta che però si sarebbe scontrata contro il muro di Forza Italia che dalle stanze di Arcore avrebbe risposto con un secco e irremovibile ‘no’ al sostegno all’ex pm di Milano. In serata è arrivata la smentita riguardo il veto posto da Marina Berlusconi su Sangermano (“notizia priva di fondamento “). Il magistrato ad ogni modo si chiama fuori dallo scacchiere delle candidature: “Apprendo – scrive Sangermano in un comunicato stampa – che sarei stato proposto da alcune forze politiche di centrodestra quale candidato per le elezioni a sindaco di Prato e che tale ipotetica candidatura avrebbe suscitato un acceso dibattito sulla mia persona e dei dissensi nella stessa coalizione. Forse qualcuno condivide i miei valori e ha ritenuto di poter individuare in me il candidato giusto per fare il sindaco di Prato; ne sono onorato, ringrazio ma continuo a svolgere il mio lavoro”.
Il magistrato si chiama fuori da qualsiasi ragionamento politico-elettorale-amministrativo. Lo fa con eleganza, sobrietà e fermezza e senza nascondere il suo attaccamento alla città e la profonda conoscenza di fenomeni ricorrenti. “Amo Prato e – scrive – sono convinto che questa meravigliosa città, così aperta e piena di spirito di intrapresa e creatività, abbia un profondo bisogno di onestà e competenza, rigore morale e legalità, rilancio dell’economia e sicurezza, tutela dei diritti (dei lavoratori) ed adempimento dei doveri (fiscali, ambientali, civici). Ma ciò affermo, non già in un’ottica politica o di delegittimazione verso alcuni, tanto meno partiti o personalità politiche, ma piuttosto sulla scorsa della mia esperienza di magistrato, laddove fui proprio io a coniare la definizione di ‘Sistema Prato’ per descrivere quel torbido intreccio di potere e malaffare, interessi economici e corruzione, organizzazioni criminali, anche straniere, e metodi mafiosi, intimidazioni ed omertà, evasione fiscale, insicurezza e sfruttamento sul lavoro che le investigazioni, passate e attuali, hanno fatto, almeno in parte, emergenze, definizione questa che naturalmente non esaurisce né identifica la complessa realtà di Prato, composta da persone perbene”. Sangermano continua: “Nella mia vita ho sempre adempiuto ai miei doveri, con onestà e equilibrio. Ritengo che non possa esistere una società di soli diritti, vecchi e nuovi, ma che il dovere e la responsabilità debbano costituire anch’essi il fulcro dell’esistenza e dell’impegno civico, a tutti i livelli”.
Antonio Sangermano parla della politica come dello strumento attraverso cui costruire e consegnare a tutti e alle nuove generazioni in particolare “una speranza ed un futuro, oltre che soluzioni concrete per risolvere problemi reali”: “Credo – si legge nel comunicato – che coloro che abbiano assunto un incarico pubblico abbiano il dovere di portarlo a termine, con serietà, onore, abnegazione e impegno, non perseguendo piccole ambizioni personali ma agendo sempre e solo nel supremo interesse della Repubblica, della comunità e dei cittadini tutti. Vi deve essere sempre massima coerenza tra narrazione pubblica e comportamenti privati, tutti i rappresentanti istituzionali devono inderogabilmente osservare le regole della correttezza e trasparenza, della sobrietà, del rigore etico, del rispetto. La legalità è innanzitutto un dovere morale”. Un accenno al una perla del cinema, “La Grazia” di Sorrentino: “Il protagonista mostra come la complessità e la profondità del pensiero, il dubbio, il sentimento del dolore, debbano prevalere sul semplicismo, sulla narrazione mistificatoria, sulla superficialità seduttiva ed estetizzante del vuoto e della inconsistenza. Chiuso assicurando che mai ho avuto la tentazione di trasfondere i miei fermi convincimenti etici ed il mio orientamento culturale in giurisdizione, mai. Non ho titolo alcuno per dare lezioni né è mia intenzione farlo: ho solo intenso precisare alcune coordinate valoriali che mi appartengono, per non alimentare equivoci, visto il dibattito pubblico sulla mia persona. Vado avanti per la mia strada, senza condizionamenti, da uomo libero e forte, con profonda fede nella giurisdizione, nella legalità, nello Stato, nell’umanesimo integrale e esprimo massimo rispetto per tutte le forze politiche”. (nt)

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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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