Alla vigilia dell’appuntamento di stasera al circolo di Vergaio, dove è in programma la riunione della Direzione del Partito Democratico, la prima dopo il terremoto provocato dall’avviso di garanzia alla sindaca Ilaria Bugetti e alle sue dimissioni, l’assessore regionale Stefano Ciuoffo interviene sulla questione con una lettera che pubblichiamo integralmente.
Caro direttore,
leggo con qualche meraviglia le ipotesi che la testata da lei diretta (peraltro in buona compagnia) formula per la direzione del Pd.
In realtà sono convinto che non vi sarà stasera alcun “assalto” né alcuna “resa dei conti”. Nessun dirigente di partito degno di questo nome potrebbe mai pensare che, in questa fase, un clima avvelenato di scontro interno sia quello che serve al Pd. E che, soprattutto, si aspetta la città.
Prescindendo ovviamente dai termini dell’inchiesta giudiziaria, che competono alla magistratura e riguardano chi è chiamato a render conto della correttezza del proprio operato, rimane una questione politica molto seria che credo sarà centrale nella riflessione che inizia con la direzione di oggi e che certo non si esaurirà stasera.
La questione politica che vedo è quella di elaborare, senza sconti né reticenze, una lettura del Pd, quanto più possibile condivisa, su quanto è avvenuto e ragionare in profondità sulla vulnerabilità dei partiti, a cominciare dal nostro, e delle istituzioni rispetto ad interessi ed ambienti esterni. Anche con il coraggio di analizzare fino in fondo noi stessi ed i nostri limiti.
Anche con un confronto libero e critico.
C’è poi un percorso ordinato da immaginare prima di tutto per fare in modo che il commissariamento del Comune non equivalga ad un blocco delle attività e poi per chiudere la ferita aperta e rinnovare il rapporto con la nostra comunità politica e soprattutto con la città.
Un percorso difficile, che va compiuto insieme, usando tra noi un linguaggio contemporaneamente di verità e di amicizia.
Non ci sono alternative. Dalle difficoltà si esce solo insieme.
E insieme si respinge la propaganda becera e falsa della destra su un presunto, inesistente “sistema Prato”.
Credo che questo spirito, queste riflessioni animeranno il dibattito della direzione, a partire dalla relazione del segretario, pur nella libertà e nella specificità del contributo di ciascuno.
Caro direttore, non vorrei sembrarle ingenuo ma sono convinto che il gioco del cerino, che tanto farebbe piacere ai nostri avversari, rimarrà fuori dalle stanze del Pd.
E’ nei tornanti più stretti, nei passaggi più dolorosi e difficili che siamo chiamati a dare prova di noi stessi. Vale per le persone come per i partiti politici. Mi permetta di pensare, direttore, che il gruppo dirigente del Pd smentirà le ricostruzioni che circolano e darà prova di essere all’altezza della gravità del momento.
Stefano Ciuoffo
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