Sono quattro, tre nel Pd e uno nella lista civica Biffoni, i nomi direttamente riconducibili alla diocesi pratese che si sono messi in corsa per il Consiglio comunale: in ordine alfabetico, Fulvio Barni, fino a pochi giorni fa direttore dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro, Gabriele Bresci, segretario della Curia diocesana attualmente in ‘pausa’, Francesca Faggi, dipendente della Fondazione Santa Rita, Elena Pieralli, presidente dell’associazione Giorgio La Pira (i primi tre candidati di partito, espressione civica l’ultima). Un blocco di nomi e volti che ha spinto il candidato sindaco del centrodestra, Gianluca Banchelli, a scrivere una lettera al vescovo Nerbini. Toni di grande riguardo. Di grandissimo riguardo. Righe in grado però di sollevare la questione del rischio di “sovrapposizione dei ruoli”: “La scelta di figure provenienti dalla realtà ecclesiale di impegnarsi direttamente in uno schieramento politico è naturalmente legittima sul piano personale – scrive Banchelli – tuttavia essa apre una riflessione più ampia sul rischio che si possa generare confusione tra i piani che, proprio per il bene della comunità, dovrebbero rimanere distinti”. Parole chiare seppure pesate al milligrammo: “Vengo da una tradizione, quella della destra sociale, che ha sempre riconosciuto nella dottrina sociale della Chiesa un riferimento alto, senza mai confondere o sovrapporre i ruoli. Un equilibrio – dice il candidato del centrodestra al vescovo – che ritengono oggi ancora più necessario, in una fase in cui la città ha bisogno di ritrovare fiducia, credibilità e unità”. Banchelli cita Giovanni Paolo II: “La politica è una forma esigente di carità, è un pilastro del magistero sociale della Chiesa cattolica perché è attraverso di essa che si realizza concretamente il bene comune”; cita altra dottrina sociale: “I fedeli laici non posso rinunciare alla politica, ma devono viverla con coerenza e responsabilità”.
Gianluca Banchelli consegna con spiccato garbo al vescovo, una responsabilità precisa: “Eccellenza – scrive – sono convinto che la Sua guida possa rappresentare un punto fermo in questo momento, contribuendo a preservare quella dimensione di equilibrio e di autorevolezza che la comunità pratese riconosce nella Chiesa”.
Banchelli, nella lettera, sottolinea che “la comunità attraversa una fase complessa, segnata da un commissariamento che ha profondamente colpito la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, e da vicende che impongono a tutti noi – ciascuno per il proprio ruolo – una riflessione seria sul valore dell’etica pubblica, della responsabilità e del bene comune”.
L’auspicio del candidato sindaco del centrodestra: “Le rivolgo – si legge nella lettera al vescovo – un invito al dialogo e alla riflessione, certo che, nel rispetto dei reciproci ruoli, tutti possiamo lavorare per il bene autentico della nostra città”.
Pronta replica di Elena Pieralli che precisa che la sua candidatura non risponde a sollecitazioni o richieste provenienti dalla Chiesa: “Pur essendo nota la mia ispirazione valoriale, ho piena consapevolezza che l’impegno politico debba restare distinto dall’ambito ecclesiastico. Il rispetto di questa distinzione rappresenta, a mio avviso, una condizione fondamentale per garantire libertà e credibilità ad entrambe le dimensioni: da un lato la Chiesa, chiamata ad affermare principi universali orientati al bene comune; dall’altro la politica, che ha il compito di tradurre quei principi in scelte concrete, secondo visioni legittimamente diverse, in un contesto di piena laicità. Per questo motivo, non ho chiesto né chiederò alcun tipo di sostegno a istituzioni religiose, e ritengo del tutto improprio collegare la mia candidatura a qualsiasi realtà di questo tipo”.
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