E’ un vero e proprio grido d’allarme per un territorio come quello pratese, dove il distretto tessile è già sotto pressione da mesi, quello che arriva da Christian Di Sanzo, deputato Pd e membro della Commissiona attività produttive della Camera dei deputati, nonché coordinatore reggente del Pd Prato. “Tessile, manifattura, artigianato lanciano da tempo lo stesso grido dall’allarme: la capacità delle piccole e medie imprese di reggere i costi energetici è al limite – scrive Di Sanzo in una nota -. Per chi lavora con forni accesi molte ore al giorno come i panificatori, con macchinari che non si possono spegnere, l’energia non è una voce del bilancio tra le altre. È la condizione stessa della produzione”.
Di Sanzo punta il dito contro l’operato del governo meloni: “Il decreto bollette arriva dopo mesi di annunci e con misure insufficienti – dice -. L’Italia nel 2024 ha pagato l’energia elettrica al prezzo più alto d’Europa. Veniamo da tre anni di scelte sbagliate: norme contraddittorie sulle rinnovabili, tagli alle comunità energetiche, indebolimento degli strumenti per l’efficienza energetica. Dovevamo ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Il governo ha fatto l’opposto, e oggi famiglie e imprese pagano il conto. Il problema di fondo è che questo decreto non cambia l’architettura del sistema: il prezzo dell’energia resta agganciato al gas, anche nelle ore in cui produciamo da fonti rinnovabili. Finché non si interviene su questo meccanismo, continueremo a inseguire l’emergenza. Le risorse per intervenire ci sono, e lo Stato le incassa già: dalle aste sulle emissioni e dai dividendi delle società energetiche partecipate. Potrebbero essere indirizzate verso una riduzione strutturale dei costi. I contratti di lungo periodo per le rinnovabili sono uno strumento giusto, ma il governo li ha inseriti con due anni e mezzo di ritardo. Un provvedimento di emergenza non sostituisce una strategia. Il Pd le proposte concrete le ha avanzate in Commissione: un pacchetto di emendamenti che chiede al governo di sterilizzare le accise per calmierare i costi in bolletta, evitando che ricada su cittadini e imprese. Il governo si muova”.
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