Seduta straordinaria e voti unanimi: il Consiglio provinciale di Prato, riunito domenica 30 novembre dopo il mancato numero legale di giovedì, ha approvato due mozioni che toccano i principali nodi politici del territorio.
La prima, presentata dal gruppo “Centrosinistra per la Provincia di Prato”, ribadisce una netta contrarietà all’ampliamento dell’aeroporto “Amerigo Vespucci” di Firenze. L’assemblea contesta infatti l’impatto ambientale, la sicurezza e le criticità idrogeologiche collegate al progetto, oltre alle possibili ricadute sulle aree densamente abitate del cono di volo. A seguito del voto, il presidente Simone Calamai ha dato mandato agli uffici di preparare una possibile impugnazione al Tar Toscana contro il decreto del Ministero dell’Ambiente che ha espresso parere favorevole alla project review del piano aeroportuale. «Una scelta miope — ha commentato Calamai — che non offre reali prospettive di sviluppo alla Toscana, diversamente dal potenziamento dello scalo di Pisa».La seconda mozione, proposta dal gruppo Insieme per la Provincia di Prato e firmato dal capogruppo Giovanni Sardi, affronta invece gli episodi di violenza avvenuti il 17 novembre al polo commerciale di Euroingro, episodio definito «non marginale» e spia di una crescente tensione nel distretto del pronto moda. Il documento richiama anche la circolazione su WeChat di messaggi che avrebbero contribuito a mobilitare gruppi di cittadini cinesi, alimentando una reazione non coordinata con le autorità.
La mozione fa suo l’allarme del procuratore capo Luca Tescaroli, che identifica Prato come una realtà di «centralità criminale» con gruppi organizzati di matrice cinese attivi nei settori produttivi e nella logistica parallela. Da qui l’appello di Sardi affinché le rappresentanze ufficiali della comunità cinese condannino apertamente le violenze e collaborino pienamente con Prefettura, Questura e Procura. «A Prato nessuno è al di sopra delle leggi italiane — afferma — e difendere la sicurezza significa difendere tutti i lavoratori». L’atto sarà ora trasmesso alle autorità competenti, incluse prefettura, questura, procura, consolato cinese e i sindaci della provincia.
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