L’identikit del futuro candidato sindaco del centrodestra alle prossime amministrative sta facendo emergere divergenze di opinioni e possibili fratture in una coalizione che, al momento, sembra procedere in ordine sparso. La prima a muoversi è stata la Lega con la proposta di presentare un’unica lista con dentro tutti i partiti i centrodestra e le liste civiche che volessero aderire. Proposta alla quale, nei giorni scorsi, ha risposto Fratelli d’Italia con il presidente provinciale Matteo Mazzanti che ha invece ribadito la necessità di un candidato che sia espressione dei partiti e, soprattutto, ha candidato FdI a guidare la coalizione, con una sua lista. A chiudere il cerchio c’è l’intervento di Silvia Guarducci, coordinatrice comunale di Forza Italia che invece apre nuovamente ai civici, anche per il ruolo di candidato sindaco: “Non riteniamo – scrive Guarducci – che l’apertura ad un profilo civico di altissimo livello equivalga ad una rinuncia o all’ammissione di una classe dirigente non all’altezza. Al contrario, se la persona più capace di guidare la città, di fare da collante o di garantire la discontinuità con il passato è un esponente della società civile stimato e radicato, la sua candidatura è un valore aggiunto e una dimostrazione di forza e maturità politica del centrodestra”. Per poi aggiungere: “Negli ultimi anni, il centrodestra a Prato ha forse peccato di superbia, pensando di poter essere sufficiente anche da solo. Ci sbagliavamo. Per le prossime elezioni amministrative, oltre a portare competenza, passione ed esperienza, sarà fondamentale coinvolgere il più ampio numero di attori e di sensibilità. Solo un grande lavoro di squadra, che unisca tutte le forze sane della città, ci permetterà di provare a far splendere nuovamente Prato. Prima ancora di pensare al nome del candidato sindaco – e senza escludere a priori che possa essere una persona proveniente dalla società civile, senza tessera di partito – dobbiamo lavorare a un programma valido, pragmatico e credibile. È questo il nostro impegno prioritario: concretizzare in progetti l’idea di città che vogliamo proporre ai cittadini di Prato”. A complicare ulteriormente il quadro, però, ecco che la posizione di Guarducci viene contestata dal suo stesso partito: “La sua rappresenta unicamente una sua opinione personale e si diffida dal parlare a nome di Forza Italia – dice il commissario provinciale degli azzurri Francesco Cappelli -. Il partito in accordo con la segreteria regionale sta portando avanti un dialogo con i partiti alleati per la ricerca di un metodo di valutazione di eventuali nomi che al momento, nonostante i frequenti contatti non sono ancora stati fatti. Mi sembra quindi prematuro da parte della coordinatrice comunale prendere queste posizioni senza nemmeno aver consultato il commissario, creando solo disordine nel centrodestra che prosegue come sempre unito nella ricerca della personalità migliore come candidato”.
Insomma, per i partiti del centrodestra avanti in ordine sparso e, soprattutto, senza ancor avere ben chiaro un percorso comune, al di là degli annunci e dei proclami di voler lavorare fianco a fianco.
In tutto questo, ecco che stasera mercoledì 3 dicembre alle ore 21, nella sede della Provincia di Prato, verrà presentato il laboratorio civico “Ripartiamo da Prato”, nato con l’obiettivo di aggregare forze vicine al centrodestra ma che al momento sono fuori dai partiti tradizionali. Il programma della serata vede al centro una intervista-dibattito con Marcello Gozzi, esponente di Confindustria nazionale, per lunghi anni direttore a Prato. “Ripartiamo da Prato- chiarisce il portavoce dell’associazione Federico Torri – non nasce come lista civica, né vuole essere un nuovo comitato, tra i tanti, che ricercano la partecipazione dei cittadini su tematiche specifiche a livello territoriale o di quartiere. La nuova associazione muove da una preoccupazione più generale sui rischi che corre la città, avviata verso una parabola di declino, tra insicurezza, illegalità e crescenti preoccupazioni economiche. Da qui il tentativo di scuotere la coscienza della comunità, per richiamare ad un impegno fattivo le tante energie positive di cui la città dispone per il proprio riscatto. L’orizzonte è quello di costruire un’alternativa al sistema di potere locale anche rompendo i confini degli schieramenti precostituiti.”
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