Tornano a farsi molto agitate le acque in seno al Pd di Prato. L’ipotesi congresso anticipato, che la scorsa settimana era stata bocciata facendola uscire dalla porta principale – al termine dell’incontro fiorentino tra Fossi, Furfaro, Biagioni e Biffoni – potrebbe ora rientrare dalla finestra. Di sicuro il percorso che prevedeva un inedito processo partecipativo da chiudersi con un’assemblea di tutti gli iscritti, ma senza il rinnovo della segreteria, si è stoppato alle 2 di stanotte, quando si è chiusa la Direzione fiume iniziata quasi cinque ore prima. Una Direzione che ha avuto momenti di forte tensione, in un clima di contrapposizione a volte anche feroce e che ha spinto il segretario regionale Emiliano Fossi, presente dall’inizio alla fine dei lavori, ad azzerare tutto e ripartire dall’inizio, scongiurando così un voto che avrebbe certificato un partito diviso esattamente a metà. Fossi si è preso una settimana di tempo per verificare nuovamente l’ipotesi del congresso anticipato che appena otto giorni fa sembrava naufragata definitivamente.
E’ finito, quindi, con un pareggio di fatto l’ennesimo scontro tra le varie anime del Pd pratese ma con l’indebolimento della posizione del segretario Marco Biagioni che non è riuscito a far passare la sua relazione, dove delineava il percorso, da qui alle prossime elezioni amministrative, come uscito dall’incontro fiorentino. Percorso, peraltro, che aveva già anticipato in una lettera a tutti gli iscritti. E proprio su questa cosa – definita una forzatura – si è accesa la discussione con i riformisti di Matteo Biffoni e il gruppo che fa riferimento a Giosuè Prestanti e Alessandro Michelozzi che gli hanno contestato di aver scavalcato gli organismi dirigenti del partito cercando di mettere tutti di fronte al fatto compiuto. Lo stesso Prestanti, poi, ha presentato un documento dove veniva nuovamente chiesto di fare il congresso anticipato, anche a marzo se i tempi non consentono di svolgerlo prima. Da parte sua Biagioni ha ribadito più volte il concetto che, dopo la riunione della scorsa settimana nella sede del Pd regionale, sembrava ormai acquisito: vale a dire che i tempi del congresso sono troppo lunghi e che sarebbe stato necessario partire subito con il percorso partecipativo. Tra l’altro alcune assemblee sono già state calendarizzate, ad esempio quella di domenica prossima sull’acqua pubblica, mentre alcuni circoli si sono già attivati sulla linea delineata al termine dell’incontro Fossi- Furfaro-Biagioni-Biffoni.
Animi molto accesi, come detto, e Direzione spaccata praticamente a metà con l’area Schlein che si è divisa. Con Biagioni oltre ai furfariani (con Furfaro che era collegato da remoto), il gruppo ex Gd e gli ex bugettiani. A favore dell’ipotesi congresso anticipato i riformisti, la maggioranza dei circoli della provincia e parte dei sostenitori della mozione Schlein in città. Tra una settimana, per l’esattezza martedì 9 dicembre, vedremo cosa riuscirà a tirare fuori dal cilindro Fossi, anche per disinnescare una situazione che mai come adesso è stata sul punto di deflagrare.
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