“Avere cura della nostra città e della nostra comunità è fondamentale, ma dobbiamo avere cura anche del nostro partito” A dirlo il sindaco Matteo Biffoni, promotore dell’iniziativa che oggi 26 settembre ha riunito a Prato tutti i big della componente riformista del Pd. L’appuntamento con “Cambiare”, questo il nome dell’iniziativa, era a Coiano alla Casa del Popolo. .
“I dati Ipsos pubblicati stamattina sul Corriere della Sera – ha proseguito Biffoni parlando dal palco – indicano il Partito Democratico sotto il 20%. È un chiaro campanello d’allarme che ci impone di occuparci del Pd, riportando al centro dell’attenzione una serie di temi finora rimasti ai margini dell’agenda politica. Spetta a noi, partendo dalle nostre esperienze e dal nostro patrimonio storico, fare in modo che questi temi meno considerati tornino prioritari. Chi è qui oggi è determinato a rimanere saldamente nel Partito Democratico e a lavorare con tenacia affinché le nostre proposte diventino un patrimonio collettivo. Dobbiamo metterle a disposizione degli elettori che ci guardano ma che, spesso, non ci comprendono appieno. Non capiscono dove si orienti la nostra offerta politica quando finisce per appiattirsi o confondersi con posizioni già esistenti, come quelle di Avs o del M5S. In questo modo si lasciano spazi scoperti a chi chiederebbe una riflessione più approfondita su nodi fondamentali e dirimenti: la posizione sul sostegno all’Ucraina, un ambientalismo davvero sostenibile capace di rispondere alle esigenze delle imprese, e la gestione dell’immigrazione”.
Biffoni si è poi soffermato sulla realtà pratese: “Parlo da una città come Prato, che ha da poco superato il 25% di residenti nati all’estero provenienti da 121 Paesi diversi. Questa è casa mia, questa è casa nostra. Da Prato continueremo a lavorare affinché questa casa comune diventi sempre più grande, inclusiva e capace di accogliere nuove persone”.
“Una parte del Pd vorrebbe i riformisti fuori dalla coalizione? – ha poi aggiunto Biffoni parlando con i cronisti -Sarebbe una follia. Noi dobbiamo allargare se vogliamo vincere le elezioni, non stringere, sennò consegniamo il Paese e il Quirinale a Giorgia Meloni e al centrodestra: sarebbe un dramma. Quindi noi abbiamo il dovere morale e politico di fare uno sforzo assoluto e totale per rendere competitivo il centrosinistra il che significa fare lo sforzo della politica”.

Tra i partecipanti alla convention anche l’europarlamentare Giorgio Gori da alcuni dato come possibile candidato alle primarie del campo largo. “Se n’è parlato molto, ma non sarà l’argomento di oggi – ha detto – io credo che se ci sarà una voce riformista alle primarie sarà una cosa buona”.
Sullo stesso tema è intervenuto anche il senatore Pd Graziano Delrio: “Le alleanze sono importanti, bisogna trovare punti di convergenza, ma bisogna presentarsi a questi tavoli della convergenza di programma con una propria identità ben precisa – le sue parole – Sta ai segretari scegliere il candidato più rappresentativo per vincere le elezioni. Non è una competizione tra di noi. Se poi non si farà questo le primarie sono uno strumento importante di partecipazione: più la partecipazione è alta, più l’offerta è alta e meglio è. Ci deve essere un doppio turno, solo a gazebo e non online. “Non bisogna avere paura delle primarie – ha aggiunto -. Così come non bisogna avere paura di avere diverse proposte di governo”.
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