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L’intervento/Baroncelli: Prato è diventata una città di cassintegrati, disoccupati ed… emigranti


Redazione


La catastrofe sociale ed economica che ha assalito la nostra città è ancora più evidente in questo periodo di dicembre che dovrebbe secondo tradizione rilanciare i consumi e portare un po’ di denaro nelle tasche delle famiglie. Il modello economico sponsorizzato dalle passate amministrazioni cittadine, è destinato ad impoverire ancora di più la città in un autistico circolo vizioso. I centri commerciali e le multisale impoveriscono una città già economicamente debole. La grande distribuzione fa chiudere i negozi locali, crea meno posti di lavoro di quanti ne distrugga, e soprattutto porta via dall’economia locale i profitti accumulati. L’economia etnica cinese si moltiplica, e con essa si moltiplica l’occupazione dei connazionali (spesso impiegati illegalmente). Ma la creazione di questa ricchezza all’interno di una enclave etnico-economica  crea pochissime opportunità per i cittadini italiani che restano quasi  del tutto esclusi dall’occupazione e dall’economia  del distretto parallelo. Gli affitti delle rendite dei capannoni e dei negozi, i consumi della comunità cinese, le parcelle di qualche professionista, sono un dazio che non compensa l’esclusione degli italiani dall’attività economica. Il risultato è un flusso enorme di denaro che lascia quotidianamente Prato, ed impoverisce la città. In aggiunta non può essere sottostimato il costo dei servizi alla comunità orientale che nella stragrande maggioranza dei suoi componenti vede come temporanea la propria permanenza a Prato nell’obiettivo di accumulare avidamente denaro per poi goderne i benefici nella madre patria.La vera ricchezza del territorio è creata dalle aziende ( manufatturiere, artigiane, commerciali, agri-turistiche, alberghiere ecc. ) che creano occupazione locale senza importare lavoratori sottopagati dall’estero. La vera ricchezza sono gli utili che gli imprenditori reinvestono sul territorio. La vera ricchezza sono le buste paga dei lavoratori che fanno dei progetti di vita stabile sul territorio e vi spendono interamente le proprie retribuzioni, senza far emigrare i propri risparmi. In questo caso si mettono in circolo le risorse e si creano opportunità economiche e lavorative per tutti. La crisi dell’industria tessile ha indebolito il circuito di creazione della ricchezza a Prato, ma invece di concentrarsi in alternative altrettanto capaci di creare opportunità e diffondere ricchezza, la politica locale ha creduto che il rilancio dipendesse dall’accoglienza supina dell’enclave etnico-economica cinese e dalla grande distribuzione, aggravando ancora di più la situazione e le condizioni dei cittadini pratesi italiani.La crisi dell’Industria tessile, l’economia etnica cinese, la grande distribuzione, hanno prodotto finora una città di cassa integrati, disoccupati e… di emigranti.

Damiano Baroncelli

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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