Una persecuzione durata mesi, tra l’estate del 2023 e la fine del 2024: telefonate, pedinamenti, appostamenti sotto casa, e-mail, messaggi. Molestie, minacce, offese ripetute giorno dopo giorno fino a generare nella vittima – la donna che lo aveva lasciato e che nel frattempo aveva intrecciato una relazione con un nuovo compagno – uno stato di paura per la propria incolumità. Un inferno che è finito davanti al giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Francesca Del Vecchio, che ha condannato l’imputato, un pratese di 50 anni, a un anno di reclusione con il rito abbreviato. Una pena accompagnata dall’obbligo di intraprendere un percorso di riabilitazione, della durata di dieci mesi, presso un centro per il recupero di uomini maltrattanti. La vittima dello stalking, assistita dall’avvocato Alessandra Artese, si è costituita parte civile.
Secondo quanto denunciato e accertato dagli inquirenti, il cinquantenne non si era rassegnato alla fine della storia e per convincere la ex a riallacciare i rapporti, aveva cominciato a tempestarla di telefonate e messaggi, a minacciarla, ad aspettarla sotto casa, a fotografarla di nascosto, addirittura a inviare messaggi vocali agli amici allo scopo di crearle il vuoto attorno. “Non scapperai in eterno perché ti trovo”, “Il tuo nuovo ragazzo lo sa che persona sei?”, “Rispondimi o mi vedi arrivare a casa tua” alcune delle frasi che sono finite nel capo di imputazione. Nonostante un provvedimento di ammonimento già emesso nei suoi confronti dal questore di Prato, il cinquantenne una sera si presentò sotto l’abitazione della donna e, alle mancate risposte sia al telefono che al citofono, prese a calci il portone condominiale costringendo i vicini della vittima ad avvertire i carabinieri.
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