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L’Anas ordina di rimuovere tutti i cartelloni pubblicitari lungo la Declassata e il Consiglio di Stato gli dà ragione


Via i cinquantadue impianti pubblicitari che corrono lungo l'arteria ad alto scorrimento. La ragione sta nel cambio di classificazione operato dall'azienda nazionale: da strada extraurbana secondaria a strada extraurbana primaria. Per quest'ultima il Codice della strada vieta qualsiasi forma di pubblicità


Nadia Tarantino


Niente pubblicità lungo la Declassata. A dirlo è il Consiglio di Stato davanti al quale è approdato il contenzioso tra la società Point Studio e Anas, gestore della Ss 719, strada una volta classificata ‘extraurbana di tipo C’ mentre oggi ‘extraurbana di tipo B’. E proprio il passaggio da strada extraurbana secondaria a strada extraurbana primaria ha mandato in soffitta i cinquantadue impianti pubblicitari di Poin Studio. La ragione? Semplice: “A norma dell’articolo 23 comma 7 del Codice della strada, è vietata qualsiasi forma di pubblicità”.
La questione si chiude qui: niente cartelloni, niente spot, niente slogan. Una Declassata ‘muta’, insomma.
Già due anni e mezzo fa era stato il Tar ad affermare che la nuova classificazione non prevede presenza di impianti pubblicitari. Tutto nasce dall’affidamento della strada ad Anas, presupposto per la realizzazione del sottopasso per il raddoppio della Declassata al Soccorso. Anas è entrata a pieno titolo nella gestione della Declassata dopo la firma dell’intesa tra ministero dei Trasporti, Il cambio di gestione risale al 2015, quando fu firmata l’intesa tra ministero delle Infrastrutture, Regione Toscana, Città metropolitana di Firenze, Province di Firenze, Prato e Pistoia e di tutti i Comuni attraversati dall’arteria.
Bocciate anche dal Consiglio di Stato le ragioni proposte dagli avvocati Mauro Giovannelli e Matteo Cecconi che hanno insistito sul fatto che “i tratti di strada che attraversano i centri abitati con popolazione superiore a 10mila abitanti sono classificati come strade comunali con la delibera della Giunta municipale con la quale si procede alla delimitazione del medesimo centro abitate, a prescindere dalle caratteristiche costruttive o di scorrimento che non condizionano minimamente il potere di classificazione amministrativa”. Accanto a questo, anche un’altra considerazione legata alle caratteristiche della strada – “presenza di intersezioni a raso, assenza di spartitraffico e di banchina pavimentata a destra” – che non possono condurre ad una qualificazione di strada extraurbana primaria. Di altro parere il ministero e Anas, che si sono costituiti nell’Appello, e che hanno trovato riscontro nella sentenza: “La strada, pur attraversando un centro abitato di oltre 10mila abitanti, ne rimane in qualche modo avulsa, permettendo una circolazione più scorrevole e sostenuta, necessitante di particolari regole a tutela della sicurezza”. E ancora: “La strada, che deve costituire un raccordo tra autostrada A11 e Ss 716 (tratto pistoiese) a completamento della viabilità nazionale esistente, è stata assegnata ad Anas nell’ottica di ridefinizione e potenziamento della rete viaria che impone l’adozione di una serie di cautele maggiori rispetto ad una strada urbana, e dall’ente gestore è stata poi classificata come strada extraurbana principale, presentando e conservando le caratteristiche tecniche e funzionali di tale tipologia di arteria, nonostante il suo passaggio nel centro abitato di Prato”. (nadia tarantino)

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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