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Il Tar ‘riapre’ il bar chiuso per i troppi disordini: accolto il ricorso contro la revoca della licenza


I proprietari del locale si sono opposti alla chiusura definitiva perché già 'puniti' dai provvedimenti della questura di sospensione della licenza per 5 e 30 giorni. Nell'intervallo tra la sospensione e la revoca nessun episodio nuovo è accaduto e l'avvocato ha fatto valere la regola del 'ne bis in idem' (non due volte per lo stesso fatto)


Nadia Tarantino


Ne bis in idem: in ambito giudiziario – sia che la sfera sia quella penale, che quella civile o amministrativa – il divieto di doppio giudizio vale sempre. Un divieto che ha salvato dalla chiusura definitiva il bar ‘Caffetteria aperitivi’, locale a gestione cinese situato nella parte finale di via Fiorentina, alle Badie, teatro di liti, aggressioni e, in una occasione, della denuncia di due persone per spaccio di droga. La chiusura è stata scongiurata dal ricorso che i proprietari del bar, assistititi dall’avvocato Tiziano Veltri, hanno presentato al Tar. Il provvedimento di chiusura definitiva notificato lo scorso luglio dal Comune su ordine della prefettura, è così finito nel cestino. Motivo? I fatti avvenuti fino a quel momento e ritenuti una “grave compromissione dell’ordine e della sicurezza pubblica” erano stati già puniti con il decreto di sospensione della licenza (una volta per 5 giorni, un’altra per 30 giorni) emesso dal questore. Tra l’ultima sospensione e il provvedimento di ritiro della licenza, nessun nuovo fatto, nessun intervento delle forze dell’ordine, nessun disordine, lite, aggressione, episodio di spaccio. Ecco che non basta ripercorrere i precedenti – riassumendo la decisione del Tar – per abbassare per sempre le saracinesche del locale.
I proprietari del bar sono rimasti in bilico fino ai giorni scorsi perché il Tar, dopo aver incardinato la causa, aveva congelato la chiusura in attesa di discutere i fatti. Riconosciuta, dai giudici amministrativi, la legittimità dei due provvedimenti di sospensione per motivi di ordine pubblico, ma non quello di revoca della licenza.
“Il provvedimento di chiusura – si legge nella sentenza – non fa riferimento a nuovi episodi che non siano stati già oggetto di precedenti sospensioni dell’esercizio, effettuando una valutazione complessiva sul trascorso del locale e, ciò, con l’effetto che gli stessi episodi sono stati posti alla base di due giudizi differenti, che hanno portato dapprima alla sospensione e poi alla chiusura”. Dunque? “Si giungerebbe all’eccentrico risultato di violare la regola del ne bis in idem”. Dall’estate a ora nessun altro episodio, dentro il bar o fuori, che abbia richiesto l’intervento delle forze dell’ordine ma è chiaro che un nuovo fatto porterebbe quasi sicuramente ad un finale diverso. (nt)

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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