Nuovo successo per i Sudd Cobas nella lotta allo sfruttamento e per la tutela dei lavoratori del distretto moda di Prato. È stato firmato l’accordo riguardante la filiera di Kos Moda con una stireria che assorbirà le commesse e ricollocherà i lavoratori, che sono in presidio dallo scorso 17 aprile dopo aver perso il lavoro in seguito ad un controllo nella ditta dove lavoravano. Adesso potranno godere di contratti indeterminati, lavorare 8 ore al giorno per 5 giorni e avere la malattia completamente pagata. Prima gli operai lavoravano senza contratto alla Stireria Mario, a cui Kos Moda appaltava il lavoro, con turni tutti i giorni da 12 ore, salari bassi e nessun diritto. Dopo la denuncia all’Ispettorato del Lavoro, il controllo portò alla chiusura dell’azienda. Gli operai si trovarono così senza lavoro e stipendio, e le commesse costrette a spostarsi in una nuova fabbrica dello sfruttamento. I Sudd Cobas hanno allora chiesto al committente, Kos Moda l’applicazione di una clausola sociale che si può sintetizzare così: le commesse si spostano insieme ai lavoratori, con la garanzia di contratti giusti e lavoro degno.
“Dopo il tavolo di filiera L’Alba, che ha coinvolto brand più famosi – spiegano i Sudd Cobas -, la clausola sociale si afferma per la prima volta anche nelle filiere del pronto moda. La responsabilità dei committenti – di cui tanto si è parlato negli anni – la stanno finalmente affermando le lotte dei lavoratori. Dal basso. Senza un quadro normativo ad aiutare le loro rivendicazioni. Facendo i conti con un contratto nazionale di lavoro (quello del Tessile e Abbigliamento) che non dà mezza tutela a chi lavora in appalto in un settore che vive di esternalizzazioni”.
“Le lotte di questi anni – proseguono i Sudd Cobas – hanno cambiato profondamente i rapporti di forza tra operai e imprese del distretto. Abbastanza da non doversi più limitare a rivendicare diritti già sanciti, ma ambire a conquistare e scriverne di nuovi attraverso la lotta collettiva, gli scioperi e le notti davanti ai cancelli.” Il sindacato crede in nuove condizioni mature per lanciare una campagna per inserire nel prossimo Ccnl una clausola sociale contro le esternalizzazioni e gli appalti mascherati da “semplici rapporti commerciali” per conquistare nuovi e migliori rapporti di forza”.
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