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Tessile in affanno, dopo la cassa integrazione scattano i contratti di solidarietà per salvare i posti di lavoro


Sindacati e associazioni di categoria lanciano l’allarme: “Nessun segnale di ripresa". E' sempre più necessario regolamentare il fast fashion e sostenere il Made in Italy


Alessandra Agrati


La tanto attesa ripresa non si vede e il tessile pratese resta in profonda crisi. Con l’autunno alle porte stanno già arrivando le richieste di cassa integrazione ordinaria per i mesi di fine anno, richieste che – se confermato l’andamento dei mesi precedenti – difficilmente resteranno solo sulla carta e si trasformeranno in ore effettive.

Terminate le settimane di cassa per l’industria, cominciano a diffondersi anche i primi contratti di solidarietà. “Sono molte le aziende interessate – spiega Juri Meneghetti, segretario generale Filctem Cgil Prato-Pistoia –. È un modo per ridurre le ore a tutti i dipendenti e far lavorare comunque tutti. Ma è un segnale preoccupante: al momento non vediamo indicatori che lascino pensare a una inversione di tendenza”.

Il quadro non migliora tra gli artigiani. Crescono le richieste di accesso al fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato (Fsba), la cassa integrazione specifica per il settore. “Non solo aumenta l’uso degli ammortizzatori sociali – aggiunge Ingrid Grasso Femca Cisl – ma dalla fine dell’estate assistiamo anche alla chiusura di microimprese. Numeri piccoli singolarmente, ma che messi insieme danno la misura di una crisi più ampia”.

Le cause restano quelle note: dazi internazionali, crisi del lusso, consumi fermi. “La speranza di vedere una fine della crisi è tramontata – commenta Moreno Vignolini, presidente di Confartigianato Moda –. Lo confermano anche i dati negativi di luglio. Servono interventi urgenti: regolamentare il fast fashion, investire nella riqualificazione energetica e puntare su promozione e fiere per aprire nuovi mercati. Siamo in una tempesta perfetta, in cui assistiamo anche a un preoccupante screditamento del Made in Italy”.

preoccupazione anche da parte di Confindustria Toscana Nord: “Purtroppo – spiegano da via via Valentini – non si coglie ancora nessun colpo l’ala che riporti l’andamento generale del distretto pratese verso livelli soddisfacenti. Anche gli ultimi dati congiunturali portano un segno meno che, per quanto contenuto e meno severo di quello del tessile nazionale, è ben lontano da segnalare un recupero e che va a cumularsi con risultati che negli ultimi tempi sono stati per lo più dello stesso tenore. Naturalmente i dati nascono da medie in cui si celano situazioni molto diverse, alcune anche positive: ma il quadro complessivo rimane negativo. Le imprese stanno ponendo in atto tutto il possibile per, nello stesso tempo, gestire il presente e garantirsi la possibilità di un futuro: in primo luogo si cerca di preservare le competenze, attivando ammortizzatori sociali e forme contrattuali che consentano di superare questo momento difficile rimanendo ben attrezzati per evoluzioni che si spera saranno positive.”

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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