Una ripresa timida e disomogenea attraversa il distretto tessile-abbigliamento, dove ai primi segnali di miglioramento si affianca una crescente fragilità che colpisce soprattutto le micro imprese. Dopo Pasqua si registra infatti un calo delle richieste di cassa integrazione, in particolare nel comparto industriale, con qualche riscontro positivo anche tra le aziende artigiane che hanno ridotto il ricorso alla Fsba. Ma il quadro resta profondamente sbilanciato, quasi “schizofrenico”, con un sistema che procede a due velocità: da una parte le imprese più strutturate che riescono a intercettare una lieve ripresa, dall’altra le realtà più piccole sempre più in difficoltà. Da una parte si sta muovendo qualcosa – spiega Juri Meneghetti, segretario generale della Filctem Cgil di Prato e Pistoia – ma dall’altra assistiamo a momenti di grave difficoltà per le micro imprese, come ad esempio le roccature. Nello specifico una di queste realtà, con appena sei dipendenti, rischia la chiusura perché attende ordini dal distretto che però non arrivano: le aziende più grandi, infatti, stanno internalizzando sempre più lavorazioni e riescono a gestire autonomamente le commesse”. Per questa specifica azienda, inoltre, è terminato il ricorso alla Fsba: esaurita la cassa integrazione, i sei lavoratori sono ora esposti in modo diretto al rischio occupazionale, senza più strumenti di sostegno attivo a tutela del reddito
A pesare ulteriormente è la mancanza di capacità di investimento: molte micro imprese, già schiacciate da margini ridotti e instabilità produttiva, non riescono infatti a investire in innovazione tecnologica e organizzativa, rimanendo così escluse dai processi di trasformazione che stanno interessando il settore. Una condizione che rischia di ampliare ulteriormente il divario interno alla filiera, indebolendo proprio quelle realtà che per anni hanno rappresentato un pilastro della subfornitura tessile del distretto. Sul fronte occupazionale arriva intanto un’altra notizia negativa: Olimpias Yarns chiuderà a fine mese sia lo stabilimento produttivo di via del Lazzaretto sia la sede commerciale e amministrativa di via dei Palli. La decisione comporta la perdita di 36 posti di lavoro. Il distretto si conferma così attraversato da dinamiche contrastanti, in bilico tra segnali di ripresa e nuove criticità, con le micro imprese sempre più esposte e prive degli strumenti necessari per affrontare la transizione produttiva.
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