Momenti di tensione questa mattina, 2 dicembre, davanti ai cancelli della Stamperia Fiorentina, dove si sono radunati gli operai dei reparti produttivi che ieri avevano scioperato contro la decisione aziendale di introdurre nuovi orari di lavoro, dalle 11 alle 20 e dalle 13 alle 22. I dipendenti si sono presentati regolarmente alle 8, come da orario in vigore fino al 30 novembre, trovando però lo stabilimento chiuso. Il portone è stato riaperto soltanto alle 9, ma i lavoratori non sono stati fatti entrare perché – secondo l’azienda – non era ancora il loro turno. La situazione ha richiesto l’intervento della polizia, chiamata da entrambe le parti.
«Alle 9 si sono presentati senza rispettare l’ordine di servizio inviato per rendere più efficiente produzione e organizzazione – ha spiegato Taddeo Albanese, consulente del lavoro della Stamperia Fiorentina –. Alle 8.45 sono entrati in azienda senza autorizzazione, formando di fatto un presidio non autorizzato. Ribadiamo la disponibilità a tornare al tavolo delle trattative, ma confermiamo anche che l’orario proposto è pienamente compatibile con il contratto nazionale». In mattinata azienda e rappresentanze dei lavoratori di Cgil, Cisl e Uil hanno concordato di riaprire il confronto. È stata inoltre inviata una comunicazione alla Provincia per l’attivazione di un tavolo di crisi.
I dipendenti, che ieri hanno incrociato le braccia, ribadiscono però di riconoscere come valido soltanto l’orario adottato fino al 30 novembre e annunciano che continueranno a presentarsi alle 8. «Apprezziamo – ha dichiarato Giovanni Santi della Filctem Cgil – la ripresa delle trattative dopo l’interruzione brusca dei giorni scorsi. Oggi ai lavoratori è stata autorizzata un’assemblea e da domani dovrebbe ripartire il confronto con la proprietà».
Qualche perplessità arriva da Qamil Zejnati, Uiltec Uil, che solleva dubbi sul ruolo ricoperto da Albanese: «Indossa una doppia giacchetta: da un lato fa il consulente, dall’altro il sindacalista di Confintesa, alimentando di fatto tensioni tra gli stessi sindacati». Accuse che l’interessato respinge con decisione.
Alla tensione sui turni si aggiunge la preoccupazione per la situazione economica dell’azienda. «Lo stipendio questo mese è arrivato in ritardo – spiegano alcuni dipendenti –. Temiamo che si ripeta quanto accaduto l’anno scorso, quando la tredicesima per alcuni arrivò a maggio. Da febbraio, inoltre, i pagamenti avvengono in modo anomalo: tre bonifici al mese destinati ai primi lavoratori che rispondono a un messaggio WhatsApp, una sorta di lotteria». I prossimi giorni saranno decisivi per capire se il dialogo potrà riportare serenità tra azienda e lavoratori.
Il presidente della Provincia ha convocato per domani pomeriggio un incontro a Palazzo Banci Buonamici per approfondire la situazione e valutare possibili forme di supporto ai lavoratori. Calamai ha definito “assolutamente inaccettabili condizioni di lavoro che non rispettano tutele e previsioni del Contratto Collettivo Nazionale”, ribadendo che “la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori è imprescindibile”. L’Ente ha espresso sostegno alla mobilitazione di Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL.
L’incontro servirà a fare il punto sulla vicenda e a individuare eventuali azioni da mettere in campo a tutela dei dipendenti.
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