Il dodicesimo Rapporto annuale dell’Osservatorio Ebret, su dati 2025, conferma per Prato e per l’intero comparto del tessile, abbigliamento e moda un quadro ancora complesso, segnato da una persistente contrazione occupazionale e da un’ulteriore selezione delle imprese artigiane. Sul fronte del lavoro, la flessione si concentra soprattutto nel manifatturiero, che in Toscana perde oltre 3.300 addetti (-4,7%). All’interno di questo perimetro, il sistema moda continua a essere tra i comparti più colpiti: la filiera pelle-concia-calzature registra da sola un calo di 1.270 occupati (-10,9%), mentre il tessile perde 246 addetti (-5,3%) e l’abbigliamento 790 (-4,3%). Nel complesso, il sistema moda arriva a circa 2.300 posti di lavoro in meno, confermando una fase di difficoltà strutturale. La crisi occupazionale si inserisce in un contesto in cui il fatturato complessivo delle imprese artigiane toscane torna comunque a crescere dell’1,6%, trainato soprattutto da edilizia e servizi (+3%). Il manifatturiero registra un aumento più contenuto (+0,8%), mentre nel sistema moda si evidenzia una forte disomogeneità: l’abbigliamento cresce del 5,2%, ma il tessile (-1,1%) e la filiera pelle (-1,4%) restano in territorio negativo. A livello territoriale, Prato si colloca tra le province con una crescita del fatturato superiore all’1,5%, ma il dato non basta a compensare le difficoltà strutturali del distretto. Nel 2025 la demografia regionale resta negativa: il saldo tra iscrizioni e cessazioni conferma un ulteriore arretramento del tessuto artigiano, con il manifatturiero in calo di 600 unità e il sistema moda che da solo perde 264 imprese. La Toscana mostra inoltre forti differenze territoriali: crescono Siena (+4,3%) e, con incrementi più contenuti, Arezzo, Firenze e Pisa, mentre Prato si inserisce nel gruppo delle province con variazioni positive ma deboli. Le criticità più evidenti si concentrano proprio nell’area della Toscana centrale e nord-occidentale, dove si registrano i cali più marcati di imprese, con Prato tra i territori più esposti. A pesare sul sistema produttivo è anche la difficoltà nel reperimento di personale qualificato. Nel sistema moda, tra il 60% e il 75% delle assunzioni programmate risulta di difficile copertura, un dato che riguarda in particolare le figure tecniche e specializzate, aggravando ulteriormente le difficoltà delle imprese del distretto. Infine, sul fronte degli ammortizzatori sociali, la filiera pelle assorbe la quota maggiore delle risorse del Fondo di solidarietà, seguita da metalmeccanica e tessile-abbigliamento, che confermano un utilizzo ancora significativo degli strumenti di sostegno, seppur in diminuzione rispetto all’anno precedente.
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