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Produzione industriale in calo nel primo trimestre, ma il distretto limita le perdite


I dati di Confindustria Toscana Nord: l’attività manifatturiera scende dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, con il tessile a -1,7%. L’export cresce del 3,7%, ma meno della media nazionale


Alessandra Agrati


La produzione manifatturiera pratese chiude il secondo trimestre del 2026 ancora con il segno meno, ma con una contrazione più contenuta rispetto agli anni precedenti. Secondo la rilevazione del Centro studi di Confindustria Toscana Nord, rispetto allo stesso periodo del 2025 la provincia di Prato registra una diminuzione della produzione dell’1,9%.
Il calo riguarda in particolare i settori più rappresentativi del distretto: il tessile segna -1,8%, l’abbigliamento -2,7%, mentre la flessione più marcata riguarda la metalmeccanica, con un -8,9%. A compensare parzialmente il quadro negativo sono gli altri comparti manifatturieri – chimica, plastica, mobili, materassi e alimentare – che registrano una crescita del 4,3%, comunque non sufficiente a bilanciare il risultato delle specializzazioni maggiormente presenti sul territorio.
Per il tessile pratese, però, il confronto con gli ultimi anni evidenzia un rallentamento della caduta. Nel secondo trimestre, infatti, il calo della produzione è passato dal -7,5% del 2024 al -2,5% del 2025, fino alla contrazione più contenuta registrata nel 2026. “Nel caso specifico del tessile pratese- spiega la presidente di Ctn Fabia Romagnoli – il confronto fra l’andamento della produzione nello stesso periodo – il 2° trimestre – degli ultimi anni sugli anni rispettivamente precedenti sembra avvalorare l’ipotesi di un progressivo avvicinamento al punto di stabilizzazione del sistema: dal -7,5% del 2024 si è passati al -2,5% del 2025 e alla contrazione più contenuta di questo 2026. Una lettura che non può certo dirsi soddisfacente, dato che il nostro auspicio è di una ripresa significativa, ma tuttavia un segnale di possibile relativa rassicurazione in un momento di criticità generale per il manifatturiero italiano ed europeo. Il tessile nazionale, peraltro, nello stesso 2° trimestre segna -3,3% (stima), confermando una tendenza alla riduzione della produzione che in maggiore o minore misura si manifesta dal 2022, per lo più con risultati inferiori a quelli pratesi. Quella della moda, e di conseguenza di Prato, è una situazione del tutto particolare che richiede attenzioni altrettanto particolari: dalla disponibilità agevole e continuativa di incentivi su fronti strategici come l’innovazione e l’internazionalizzazione a condizioni infrastrutturali favorevoli all’attività d’impresa”.
Allargando lo sguardo alle tre province di riferimento di Confindustria Toscana Nord, Lucca, Pistoia e Prato, la produzione industriale manifatturiera nel secondo trimestre dell’anno risulta sostanzialmente stabile, con una crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tra i settori presenti trasversalmente nei tre territori la performance migliore è quella della meccanica (+1,7%), mentre restano negativi chimica-plastica (-0,3%), macchine-elettromeccanica (-1,1%), moda (-2,6%) e metallurgia-prodotti in metallo (-4,6%). Più diversificati i risultati degli altri comparti, caratterizzati da una forte specializzazione territoriale.

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(N° 4 del 14/02/2009)
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