Nei primi tre mesi di quest'anno i nuovi contratti di lavoro saranno il 28 per cento in meno di quelli attivati dello stesso periodo dello scorso anno: 810 contro 1.120. Un dato che certo non sorprende ma ugualmente scoraggia. Un dato, questo di Prato, in linea con le previsioni nazionali secondo le quali le assunzioni dirette effettuate dalle imprese caleranno del 32 per cento e del 18 per cento i contratti atipici. Sono questi i numeri principali dell'indagine Excelsior realizzata con Unioncamere e ministero del Lavoro. Il 53 per cento delle assunzioni previste riguarderà il settore industriale e delle costruzioni e di questo il 56 per cento con una esperienza già maturata nello stesso comparto. Delle 520 assunzioni programmate nell'area pratese, oltre 300 riguarderanno diplomati, una quarantina laureati, oltre un centinaio profili ai quali non sarà richiesta alcuna preparazione scolastica specifica. Fatti due conti, il 69 per cento con un titolo di studio, ben sopra la media regionale che si ferma al 58 per cento. Dunque, se da una parte il numero delle assunzioni cala, dall'altra sono richieste figure più specializzate che fanno pensare ad una strutturazione del sistema produttivo in vista della ripresa. Ma quali sono le figure più richieste? Al primo posto operai specializzati e conduttori di impianti dell'industria tessile e dell'abbigliamento, a seguire addetti alla gestione dei magazzini e spedizioneri, commessi e personale per attività commerciali, personale di segreteria, cuochi e camerieri. “Il mondo del lavoro sta attraversando un momento di grande difficoltà – commenta il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti – le incertezze sull'andamento del mercato e quelle normative legate alla situazione politica rendono le imprese molto caute nel fare nuove assunzioni”. Giusti ha anche sottolineato che la richiesta di personale specializzato e con un titolo di studio almeno superiore fa pensare che ci siano aziende che stanno cercando di strutturarsi meglio così come i dati sulla demografia imprenditoriale segnalano una sostanziale tenuta del sistema ma sono necessari interventi per il rilancio dell'occupazione.
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