Prato continua a distinguersi nel panorama nazionale per la presenza e il ruolo delle imprenditrici. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato su occupazione femminile e imprese guidate da donne, la provincia pratese si colloca tra le prime in Italia per incidenza di imprese artigiane a conduzione femminile, con una quota pari al 21,9%, nettamente superiore alla media nazionale del 17,7% e anche a quella regionale, che si ferma al 19,3%
“Un risultato che conferma il peso strategico delle donne nell’economia locale, dove l’artigianato rappresenta uno dei pilastri del tessuto produttivo – commenta Elisa Colzi, presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Imprese Prato -. I dati confermano quanto le donne siano una risorsa strategica per il tessuto produttivo di Prato e della Toscana. La presenza crescente di imprese artigiane guidate da donne non solo rafforza la nostra economia, ma dimostra anche che innovazione, resilienza e creatività sono caratteristiche distintive delle imprenditrici. Il nostro impegno è continuare a sostenere percorsi di formazione, accesso al credito e reti di supporto per far crescere ulteriormente l’imprenditoria femminile e ridurre il divario di genere nel lavoro”.
Il dato pratese si inserisce in un contesto regionale positivo. La Toscana registra un tasso di occupazione femminile del 68,3% nella fascia 20‑64 anni, molto superiore alla media italiana del 57,4%.
“In territori produttivi come Prato – si legge in una nota di Confartigianato -, le donne non solo contribuiscono alla crescita dell’occupazione, ma sono protagoniste dell’innovazione e della continuità delle attività artigiane. La presenza femminile rafforza la vitalità del tessuto produttivo locale e rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo economico del territorio”. Per quanto riguarda gli altri settori, secondo i dati della Camera di Commecio di Pistoia-Prato a fine 2025 la provincia di Prato conta 7.608 imprese a conduzione femminile, con una crescita dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, il settore manifatturiero prateso mostra una tenuta complessiva (+0,1%), con trend differenti: l’industria tessile segna ancora un calo (-6,1%), mentre le confezioni di abbigliamento crescono (+1,0%) e la meccanica ed elettronica registra un +3,1%. Particolarmente dinamici risultano i comparti ad alto valore tecnologico e strategico come chimica, farmaceutica, plastica e gomma (+25,0%) e “altre industrie e public utilities” (+26,3%). I servizi rappresentano un pilastro per le imprenditrici pratesi: turismo, alloggio e ristorazione cresce del 2,4%, i servizi alle imprese dell’1,9% e i servizi alle persone dell’1,1%. Il commercio resta stabile a livello aggregato (-0,2%), ma evidenzia difficoltà nel dettaglio (-1,6%). In termini assoluti, le aziende guidate da donne a Prato sono maggiormente concentrate nel manifatturiero (2.702 imprese, di cui 1.945 nelle confezioni), nei servizi (2.370 imprese, con 961 nei servizi di supporto e 819 nei servizi alle persone) e nel commercio (1.764 imprese, di cui 895 all’ingrosso e 835 al dettaglio). La propensione all’imprenditoria femminile a Prato resta elevata, con un valore del 10,56%, superiore sia alla media regionale (8,26%) sia a quella nazionale (7,20%). “La presenza delle imprenditrici rappresenta una risorsa fondamentale per il nostro territorio – commenta Dalila Mazzi, presidente della Camera di commercio di Pistoia-Prato –. A Prato osserviamo segnali di vitalità, con aziende femminili presenti nei settori chiave e in crescita, nonostante un contesto economico complesso.”
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