Nel terzo trimestre del 2025, secondo i dati di Confindustria Toscana Nord, l’economia del distretto si muove in un quadro ancora complesso, ma mostra alcuni segnali di parziale riequilibrio rispetto all’anno precedente. La produzione industriale complessiva registra una flessione dell’1,8% rispetto al 2024, un risultato peggiore rispetto alla media nazionale, che nello stesso periodo segna una contrazione più contenuta (-0,4%). A pesare maggiormente sull’andamento produttivo è il comparto metalmeccanico, che nel terzo trimestre 2025 arretra del 10,7% su base annua. Più contenuta la flessione del tessile nel suo complesso (-1,7%), con dinamiche differenziate lungo la filiera: i produttori di filati segnano un calo dell’1,6%, mentre i produttori di tessuti tornano in territorio positivo con un incremento dell’1,8%. Sul fronte del commercio estero, nel terzo trimestre 2025 le esportazioni manifatturiere pratesi crescono del 3,7%, ma restano al di sotto della performance nazionale, che registra un aumento del 6,7%. Anche in questo caso emergono forti differenze settoriali: il metalmeccanico continua a mostrare segnali di debolezza con una flessione del 6,7%, mentre il tessile torna a crescere (+2,6%). In positivo anche i comparti dei filati (+3,9%) e dei tessuti (+7,2%), mentre la maglieria registra un incremento più contenuto (+1,5%).
Le difficoltà produttive continuano a riflettersi sull’occupazione, ma con segnali di attenuazione del ricorso agli ammortizzatori sociali. Nel 2025, nel confronto con il 2024, le ore di Cassa Integrazione Guadagni nel settore tessile risultano in diminuzione, pur restando su livelli significativi. Nel corso dell’anno sono state autorizzate 1.541.684 ore di Cig nel tessile, in calo di 271.111 ore rispetto all’anno precedente. Nel comparto della confezione le ore autorizzate sono state 69.740, mentre nel settore meccanico si registrano 37.760 ore, in aumento rispetto alle 10.678 ore del 2024.
«La produzione industriale pratese chiude il 2025 con una contrazione relativamente modesta , ma siamo ancora lontani dal poterci tirare fuori dal guado – spiega Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord –. Probabilmente è stato raggiunto un plateau che può rappresentare sia un punto di arrivo sia una possibile base di ripartenza». Una ripartenza che, oltre ai fattori macroeconomici come l’andamento del dollaro e i costi dell’energia elettrica, ancora elevati rispetto ad altri Paesi europei, potrebbe essere sostenuta anche da un intervento più deciso della Regione Toscana.
«Serve una vera politica industriale – sottolinea Romagnoli – e per farla occorrono scelte strutturali: impianti per lo smaltimento dei rifiuti, termovalorizzatori, ma anche maggiore attenzione nella costruzione dei bandi, troppo spesso calati dall’alto. L’ultimo, ad esempio, prevede che il 60% degli investimenti sia destinato a consulenze: una condizione impensabile per le imprese».
Tra le nubi, però, emergono anche segnali incoraggianti dai mercati. «Dalle ultime fiere – spiega Francesco Marini, presidente della sezione moda di Confindustria – è emersa una domanda crescente di prodotti tecnologici e innovativi, un ambito in cui Prato può offrire risposte competitive. A questo si aggiunge il ritorno di interesse per la lana, elemento centrale per il distretto». Opportunità potrebbero arrivare anche da nuovi sbocchi commerciali, come i Paesi del Mercosur, considerati mercati di crescente interesse per il sistema produttivo pratese.
Un discorso a parte riguarda il comparto metalmeccanico, il cui andamento resta negativo ma presenta anche un risvolto positivo per il territorio. «La concorrenza cinese è stata forte, ma spesso non di qualità – osserva Massimo Luchetti presidente sezione metalmeccanica – mentre a livello locale abbiamo assistito a un fenomeno particolare: numerose acquisizioni, almeno una trentina, che hanno portato grandi marchi a investire nei macchinari di filatura, con ricadute positive sulle performance di alcune imprese».
Il 2026 sarà infine un anno simbolico per Confindustria Toscana Nord, che celebra il decennale della fusione dei territori di Prato, Lucca e Pistoia. «È stata una scommessa vinta e soprattutto lungimirante – conclude Romagnoli – una fusione reale, come dimostra la rappresentanza nel Consiglio, dove contano le sezioni e non i territori». Per il decennale sono previsti numerosi appuntamenti, tra cui uno studio commissionato a Prometeia sulle strategie future, che sarà pronto prima delle elezioni amministrative, e un bando per premiare le migliori tesi di laurea, si continuerà anche a lavorare su una comunicazione più positiva del distretto.
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