Si è chiusa oggi a Milano Unica, la fiera internazionale dei tessuti e accessori di alta gamma, l’edizione dedicata alle collezioni per l’Autunno/Inverno 2026/2027. Buona la partecipazione degli imprenditori pratesi, che hanno promosso l’evento sottolineando la qualità dell’affluenza, soprattutto estera. E i numeri di chiusura lo dimostrano: +10% sull’edizione (corrispondente del 2024). Una crescita che, seppur con percentuali diverse, ha caratterizzato quasi tutti i maggiori mercati di sbocco dei tessuti made in Italy: Paesi Bassi (+46%), Germania (+33%), Gran Bretagna (+23%), USA (+16%), Francia (+14%), Giappone (+9,5%), mentre la Cina cala del -3,5% sull’edizione di luglio 2024 e la Corea diminuisce del -14%. Si registra una presenza internazionale pari al 45% sul totale.
«A livello fieristico sono stati due giorni interessanti, con una forte presenza di visitatori stranieri, un dato che conferma l’interesse verso il prodotto italiano – commenta Giovanni Gramigni, presidente del Consorzio Pratotrade – Per quanto riguarda invece i mercati, la situazione resta ancora incerta: ogni azienda dovrà trovare le proprie strategie per affrontarla».
I dati del settore, elaborati dall’Ufficio Studi Economici di Confindustria Moda, mostrano segnali contrastanti. Dopo un 2024 chiuso in calo (-8,8% il fatturato della tessitura italiana, -10,7% le esportazioni), il primo trimestre del 2025 presenta un andamento a luci e ombre: la produzione di tessuti ortogonali cala del -6,9%, mentre quella dei tessuti a maglia registra un +11%.
«Abbiamo avuto una buona affluenza soprattutto nei primi due giorni – spiega Maurizio Sarti, della Faliero Sarti – mentre oggi, complice lo sciopero aereo, il flusso è calato. La presenza di compratori stranieri è stata comunque significativa. Si percepisce la voglia di innovare, ma resta la prudenza: si procede ancora con il freno tirato».
Le esportazioni, nel primo trimestre, continuano a calare (-2,3%), ma con forti differenze tra tipologie di tessuto: scendono lana (-5,3%) e maglia (-4,1%), crescono cotone (+1,1%), lino (+1,2%) e seta (+1,6%). A livello geografico, l’export verso l’UE cala (-5%), mentre cresce, seppur di poco, quello extra-UE (+0,1%), trainato dagli Stati Uniti (+18,4%) a fronte di un crollo della Cina (-16,5%).
Soddisfatto anche Sandro Ciardi della Dinamo: «Ottima presenza di compratori internazionali, in particolare da Giappone, Corea, Stati Uniti e Cina. In calo invece gli italiani».
A mettere in guardia sull’instabilità dei mercati è Franco Bini: Lineaesse «Al di là dell’impegno nella creazione delle collezioni, i risultati dipendono da fattori esogeni come la capacità di spesa delle famiglie e lo scenario geopolitico. I tempi sono difficili, ma non dobbiamo perdere la fiducia».
Ha visitato gli stand pratesi anche il presidente della Provincia Simone Calamai: «Tra incertezze, moderato entusiasmo e speranze, ho riscontrato negli imprenditori la voglia di andare avanti a testa alta. Da fine 2023 viviamo una fase complicata, aggravata da guerre, dazi e instabilità globale. Ma il nostro distretto dimostra ancora una straordinaria resilienza. La nostra presenza a Milano Unica è un segnale forte di vicinanza e sostegno».
Presente anche la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti, che ha elogiato l’anima produttiva della città: «Prato è laboriosa e sana, fatta di imprese innovative che continuano a essere un punto di riferimento. Supereremo questa crisi, dovuta a fattori internazionali e aggravata da una gestione politica fallimentare. Continuerò ad ascoltare il territorio e a portare le istanze delle aziende a tutti i livelli istituzionali».
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