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Nuova normativa europea sulle piante ottenute con Ngt, la preoccupazione di Burani e Natura Sì: “Si riduce il diritto all’informazione del consumatore”


Natura Sì Prato e Pistoia, assieme al movimento biologico, interviene sull'adozione da parte del Parlamento Europeo della nuova legislazione sulle piante ottenute con Nuove Tecniche Genomiche. “Si eliminano valutazione preventiva del rischio, tracciabilità piena ed etichettatura del prodotto finale destinato al consumatore”. Poi rassicura: “I prodotti bio sono esenti da semi Ngt e Ogm”


Stefano De Biase


“Noi siamo molto preoccupati perché c’è poca trasparenza verso il consumatore. Tutti i prodotti Ngt devono essere riportati in etichetta. Questo non è un tema che riguarda il settore del biologico, perché qui Ngt e Omg sono esclusi dalla produzione. Questo rassicura chi mangia bio. Ma al contempo lottiamo perché vogliamo tutele per tutti. Se vengono fatte delle modifiche genetiche ai prodotti, è imprescindibile che vengano riportate in etichetta. Questa si chiama trasparenza e tracciabilità. Ci battiamo quindi per il rispetto dei diritti dei consumatori, chiedendo che vengano messi in primo piano rispetto ai diritti economici e commerciali”. Interviene così il titolare di Natura Si Prato Pistoia, Marco Burani, dopo che lo scorso 17 giugno il Parlamento Europeo ha adottato in via definitiva la nuova legislazione sulle piante ottenute con Nuove Tecniche Genomiche (Ngt). Introducendo un cambiamento rilevante nel quadro normativo europeo applicabile. Secondo il nuovo assetto, queste piante saranno suddivise in due categorie, con obblighi giuridici differenti. Da un lato le Ngt-1 comprendono piante che hanno ottenuto fino a 20 modifiche attraverso editing genomico, considerate ottenibili anche con tecniche di selezione convenzionali. Una volta verificato il rispetto dei criteri previsti, queste piante saranno trattate in modo simile a quelle convenzionali. Dall’altro le Ngt-2 che riguardano piante con modificazioni genetiche più ampie o complesse e resteranno soggette alle norme già vigenti in materia di Ogm, compresa la valutazione del rischio e l’autorizzazione prima della commercializzazione. Per queste, i Paesi dell’Ue potranno limitarne o vietarne la coltivazione anche se sono state autorizzate all’interno dell’Unione.

Dal punto di vista del movimento biologico, questa scelta – in particolare quella attinente alla Ngt-1 – rappresenta un “passo indietro sotto i profili della biosicurezza, della trasparenza e della libertà di scelta, pur in presenza di alcune garanzie ottenute grazie anche alla mobilitazione del settore”.

Le tutele introdotte

Un primo elemento rilevante è che le Ngt restano vietate nella produzione biologica. Un secondo presidio riguarda le sementi e il materiale riproduttivo contenenti o derivati da Ngt-1, che dovranno essere etichettati. Le relative varietà saranno inserite in una banca dati pubblica dell’Unione europea, così da consentire agli agricoltori una scelta informata.

I nodi critici che restano aperti per il movimento biologico

“Resta centrale la preoccupazione per il fatto che, per le Ngt-1, le nuove disposizioni eliminano alcuni requisiti che si applicano agli Ogm tradizionali, in particolare sotto il profilo della valutazione preventiva del rischio, della tracciabilità piena e dell’etichettatura del prodotto finale destinato al consumatore – spiegano dal movimento -. Proprio l’assenza di etichettatura del prodotto alimentare finale è ritenuta dal movimento biologico un fattore che riduce la possibilità del consumatore di operare scelte pienamente informate. Anche sul terreno della coesistenza tra colture Ngt, convenzionali e biologiche, il nuovo quadro continua a suscitare riserve”.

Brevetti e sementi

Il tema più controverso, secondo il movimento biologico, resta quello dei diritti di proprietà intellettuale, in particolare dei brevetti industriali applicabili alle Ngt. Il regolamento del Parlamento europeo chiarisce che le Ngt potranno essere brevettate, salvo il caso di tratti o sequenze presenti in natura o prodotti con mezzi biologici, e afferma che il regolamento introduce tutele per evitare la concentrazione del mercato, garantire prezzi accessibili e assicurare un accesso equo agli agricoltori. L’Organizzazione Europea per l’Agricoltura Biologica, per contro, ritiene che il voto del Parlamento non abbia risolto in modo adeguato il rischio che brevetti troppo ampi su tratti e sequenze genetiche limitino l’accesso alle risorse genetiche, riducano l’innovazione, aumentino le dipendenze economiche e favoriscano una crescente concentrazione del mercato sementiero. Sempre Ifoam Organics Europe riporta che gli emendamenti presentati per limitare la portata dei brevetti e rafforzare la libertà operativa di agricoltori e selezionatori non sono stati accolti.

Sostenibilità e prossime tappe

Il regolamento del Parlamento Europeo introduce un obbligo di monitoraggio dell’impatto delle piante Ngt sulla sostenibilità, con l’obiettivo di orientare l’uso delle Nuove Tecniche Genomiche verso caratteri ritenuti utili, come la resistenza ai cambiamenti climatici e ai parassiti.

La posizione del movimento biologico

Alla luce di questo nuovo scenario normativo, il movimento biologico “continuerà a sostenere tutte le alternative agroecologiche già esistenti per il miglioramento genetico e la gestione di parassiti e malattie, approcci ritenuti più coerenti con un modello di sostenibilità di lungo periodo, orientato alla tutela della biodiversità, dell’autonomia delle sementi, della trasparenza e della libertà di scelta. A titolo di esempio, si può citare il lavoro sulla selezione dei semi portato avanti dalla Fondazione Seminare il Futuro e da Sativa”.

Il regolamento si applicherà a partire dal 17 luglio 2028. Nel frattempo, il confronto sulle ricadute concrete di questa riforma — per il biologico, per gli agricoltori, per i consumatori e per l’intero sistema agroalimentare europeo — resta pienamente aperto. “I prodotti bio sono esenti da semi Ngt e Ogm. Scegli le produzioni bio che proibiscono l’uso di Ogm/Ngt. L’attenzione alla qualità degli alimenti è fondamentale per il futuro dell’uomo e della Terra”.

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