La proposta di armonizzare e semplificare i sistemi di audit, presentata dal presidente di Confartigianato Moda, Moreno Vignolini, al Tavolo della moda del ministero delle Imprese e del made in Italy, ha raccolto l’apprezzamento del capo di Gabinetto del Mimit, Federico Eichberg, che ha invitato l’associazione a predisporre un contributo operativo da inserire nel percorso normativo che il ministero sta sviluppando in collaborazione con quello della Giustizia.
Al Tavolo, dedicato alle prospettive del settore e alle strategie per rafforzare la competitività della filiera italiana ed europea, hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il ministro francese dell’Industria, Sébastien Martin, insieme ai rappresentanti delle principali associazioni di categoria e dei brand del comparto.
Tra i temi al centro del confronto il contrasto all’ultra fast fashion, la tutela delle produzioni europee, la sostenibilità delle filiere e il rafforzamento della collaborazione tra Italia e Francia.
Nel suo intervento Vignolini ha richiamato l’attenzione sulla necessità di accompagnare le politiche di contrasto con misure capaci di valorizzare le imprese che operano nel rispetto delle regole.
“Rafforzare, riqualificare e promuovere sono le direttrici sulle quali costruire le politiche di sviluppo del comparto moda. La certificazione di legalità e l’armonizzazione dei sistemi di audit rappresentano strumenti complementari, in grado di rafforzare trasparenza, competitività e riconoscibilità delle nostre imprese, anche nell’ambito della collaborazione avviata con la Francia”.
Il presidente di Confartigianato Moda ha quindi sottolineato come la risposta al fenomeno dell’ultra fast fashion debba andare oltre la sola leva fiscale. “Una tassa sui piccoli pacchi non può essere considerata sufficiente a tutelare il valore del sistema produttivo italiano. È necessario introdurre regole europee più rigorose che impediscano l’ingresso nel mercato di prodotti privi dei requisiti di salubrità, sostenibilità ambientale e rispetto delle norme che vengono invece richiesti alle imprese europee”.
Per Confartigianato il confronto conferma l’urgenza di politiche europee in grado di garantire reciprocità delle regole, concorrenza leale e piena valorizzazione del saper fare delle imprese artigiane, elemento distintivo del Made in Italy e leva strategica per la competitività del sistema moda.
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