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Moda: il Governo stralcia l’articolo sullo “scudo penale ai committenti”, soddisfazione della Filctem Cgil


Per il sindacato la modifica all'articolo 30 del Ddl sulla Pmi «è una vittoria che rafforza la lotta allo sfruttamento e riafferma la responsabilità dei marchi»


Alessandra Agrati


È stato stralciato dal disegno di legge annuale sulla pubblica e media impresa (Ddl Pmi) l’articolo 30, quello dedicato alla certificazione volontaria delle filiere della moda, una norma che secondo i sindacati avrebbe introdotto di fatto uno “scudo penale per i committenti”. La disposizione, contenuta in un emendamento proposto da Fratelli d’Italia, prevedeva l’istituzione di una sorta di “bollino di qualità” al quale le aziende del comparto avrebbero potuto aderire su base volontaria. Il meccanismo era semplice: su richiesta dell’impresa, la certificazione sarebbe stata rilasciata da revisori esterni o da società di revisione, a fronte del rispetto di una serie di requisiti, come l’assenza di precedenti penali negli ultimi cinque anni e la regolarità nel versamento dei contributi previdenziali. Un attestato che, nelle intenzioni dei proponenti, avrebbe dovuto garantire trasparenza e correttezza lungo la catena produttiva. Ma per la Filctem Cgil si trattava di tutt’altro. «Uno strumento per deresponsabilizzare i committenti», aveva denunciato il sindacato, parlando apertamente di uno scudo penale per i grandi marchi del settore e per tutti gli anelli della filiera in possesso dell’attestazione. In base alla norma, infatti, le aziende del lusso avrebbero potuto essere sollevate da responsabilità per le violazioni commesse da fornitori e subfornitori, a condizione di aver adottato modelli organizzativi e sistemi di controllo ritenuti idonei a prevenire i reati. Lo stralcio dell’articolo è stato accolto con «grande soddisfazione» dalla Filctem Cgil Prato Pistoia, che rivendica il risultato come frutto diretto della mobilitazione sindacale. «Le iniziative con la categoria dei tessili e degli accessori moda – dal presidio di Firenze in via Tornabuoni di quattro settimane fa al convegno di ieri a Prato – hanno pagato e hanno contribuito a non indebolire la lotta allo sfruttamento lavorativo», sottolinea il sindacato. «È una vittoria importante – prosegue la Filctem – che dimostra come l’impegno collettivo e la pressione dal basso possano incidere sulle scelte politiche». Una soddisfazione che non cancella però la consapevolezza che il percorso è tutt’altro che concluso: «La battaglia per il lavoro dignitoso e per la legalità nelle filiere produttive deve continuare»
Lo stralcio della norma è stata anche commentata da Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico : “La decisione della destra di sopprimere l’emendamento sullo scudo penale agli sfruttatori è una vittoria netta di chi ha denunciato con forza una norma vergognosa. È la dimostrazione che avevamo ragione: quell’emendamento regalava impunità a chi sfrutta il lavoro e indeboliva i controlli sulla filiera produttiva. Oggi Fratelli d’Italia smentisce se stessa e sbugiarda i propri deputati, da Donzelli a Chiara La Porta, che fino a ieri irridevano sindacati, società civile, territori e opposizioni accusandoli di fare propaganda”.

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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