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Moda e sfruttamento, a Prato convegno Cgil: “No allo scudo penale per le grandi aziende2


Sindacati, associazioni di categoria e forze politiche di centro sinistre si sono confrontati alla Camera di Commercio sul nuovo decreto delle Pmi


Alessandra Agrati


“No allo sfruttamento, sì alla qualità del sistema moda”, il convegno organizzato da Cgil Prato-Pistoia, Cgil Toscana e Filctem Cgil nazionale ha riunito rappresentanti sindacali, istituzionali e politici per discutere lo sfruttamento lungo la filiera del settore moda e le criticità della normativa sulle PMI, in particolare dell’articolo 30 del ddl 1484, che prevede l’esclusione delle grandi aziende committenti da eventuali responsabilità in caso di violazioni sui lavoratori. Il convegno ha posto l’accento su come l’articolo 30 possa ridurre la responsabilità delle aziende committenti, indebolendo gli strumenti di controllo e ostacolando la lotta allo sfruttamento. «Al Tavolo della Moda al Mimit, il ministro Urso ha ipotizzato una riscrittura della norma – ha dichiarato Marco Falcinelli, segretario generale Filctem Cgil –. Saremo presenti insieme a Femca e Uiltec per ribadire la necessità di stralciare l’articolo 30 e proporre strumenti concreti che tutelino il lavoro legale lungo tutta la filiera». Gli interventi dei parlamentari presenti hanno confermato l’urgenza di garantire trasparenza e responsabilità lungo le filiere produttive. «Lo scudo penale previsto dal ddl rischia di proteggere chi dovrebbe essere responsabile – hanno sottolineato Furlan, Guerra e Grimaldi –. Serve un sistema che assicuri il rispetto dei diritti dei lavoratori e la legalità». Daniele Gioffredi ha sottolineato come il contrasto allo sfruttamento non possa limitarsi alla denuncia: «Prato deve diventare un laboratorio per politiche concrete di tutela dei lavoratori. Abbiamo aperto vertenze, scioperi e cause legali, ottenendo regolarizzazioni e trattative sindacali. A gennaio partiremo con una campagna di informazione nelle aree industriali, con presidi, materiali in più lingue e un Camper dei diritti». Dal punto di vista regionale, Gessica Beneforti (Cgil Toscana) ha evidenziato che anche nel territorio toscano persistono sacche di sfruttamento: «Escludere i committenti dalle responsabilità ostacola l’emersione delle violazioni e compromette la restituzione dei diritti ai lavoratori. La responsabilità dei capi filiera è fondamentale per regolarizzare situazioni di illegalità e garantire filiere trasparenti e lavoro dignitoso». Tra gli intervenuti, i parlamentari Annamaria Furlan (Italia Viva), Maria Cecilia Guerra (PD) e Marco Grimaldi (AVS), i dirigenti sindacali Marco Falcinelli e Cinzia Maiolini (Filctem Cgil nazionale), Alessandro Genovesi (Cgil nazionale), i rappresentanti delle associazioni di categoria Moreno Vignolini (Confartigianato Moda) e Antonio Franceschini (CNA Federmoda), oltre ai dirigenti locali della Cgil Daniele Gioffredi e ai saluti istituzionali di Matteo Biffoni e Mia Diop. Il convegno si è concluso con un appello chiaro e condiviso: ritirare l’articolo 30, aprire un tavolo di confronto tra tutte le parti sociali e adottare strumenti concreti di prevenzione e controllo lungo le filiere della moda, per garantire legalità, diritti e qualità del lavoro. Moreno VIgnolini ieri ha partecipato al Tavolo Nazionale per la Moda: “Nonostante la crisi – sottolinea – le imprese continuano a investire in qualità, digitale e sostenibilità: il 60% ha avviato percorsi di digitalizzazione e il 51% investe in competenze green. Segnali di resilienza che vanno colti e rafforzati. Prioritaria è l’introduzione della certificazione di filiera, fondata su trasparenza e tracciabilità. A questo va affiancata una campagna informativa strutturata, capace di orientare la domanda verso produzioni di qualità e di contrastare gli effetti distorsivi dell’ultra-fast fashion. Governare la transizione significa anche intervenire sui fattori strutturali di competitività: ridurre il peso dell’energia, rilanciare gli investimenti produttivi attraverso il Piano Impresa 4.0 e sostenere il revamping degli impianti, integrando transizione digitale ed efficientamento energetico”

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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