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Metalmeccanici artigiani, per 1.500 lavoratori si va verso il rinnovo del contratto integrativo regionale


Previsto l'aumento del premio, più tutele e diritti. Dopo 25 anni si apre il confronto. Nelle prossime settimane le assemblee nelle aziende


Alessandra Agrati


È stata approvata da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil della Toscana la bozza di piattaforma per il rinnovo, di durata triennale, del contratto integrativo regionale del settore dell’artigianato metalmeccanico. Un comparto che, nella provincia di Prato, coinvolge circa 1.500 addetti distribuiti in 330 aziende, di cui 200 nel capoluogo. Sul piano economico, la proposta prevede un aumento del premio regionale fino a 100 euro nel triennio. Tra le novità anche l’introduzione di 24 ore aggiuntive di permessi retribuiti per emergenze familiari e la copertura integrale, da parte delle aziende, dei primi tre giorni di malattia.
La piattaforma interviene anche sull’organizzazione del lavoro, con il monitoraggio dei turni più lunghi per favorire la conciliazione tra vita e lavoro. Per gli apprendisti sono previste retribuzioni crescenti e un obiettivo di stabilizzazione pari al 75%. Spazio anche alla valorizzazione della polivalenza, con riconoscimenti economici e certificazione delle competenze.
Viene inoltre rafforzato il sistema delle relazioni sindacali, con tre ore annue di assemblea retribuita per tutti i lavoratori, e l’attenzione alla sicurezza, attraverso assemblee annuali dedicate ai temi della prevenzione.
“Con questa bozza di piattaforma – spiega Gianluca Prisco, Fim Cisl Prato – vogliamo anche rilanciare la metalmeccanica del settore artigianale, un comparto che è sempre meno attrattivo per i giovani. In 25 anni abbiamo assistito a tantissimi cambiamenti sul territorio, a partire dall’indotto e dalla perdita di molti operai specializzati”.
Nelle prossime settimane partiranno le assemblee nelle aziende e nei luoghi di lavoro per l’approvazione della piattaforma da parte dei lavoratori, con conclusione prevista entro il 30 aprile. Successivamente i sindacati intendono avviare la fase di contrattazione con le controparti per arrivare al rinnovo dell’integrativo.
Il contratto, infatti, è scaduto da 25 anni: l’ultimo integrativo regionale firmato in Toscana nel settore risale al 2001, con successivi accordi limitati al 2004. Nel luglio 2024 l’associazione degli industriali ha dato disdetta, a partire dal 1° gennaio 2025, degli accordi territoriali per i nuovi assunti, risalenti al 1974, che prevedevano anche la quattordicesima mensilità.
“Alcune aziende – aggiunge Prisco – hanno comunque scelto di mantenere in essere questi accordi, anche se Ctn è rimasta sulle proprie posizioni”.

aa

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

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