Il Capodanno cinese ha attirato una folla da record nel centro storico, con un’ondata di visitatori che ha preso d’assalto bar, ristoranti e negozi. La giornata di sole ha favorito la partecipazione, con turisti e visitatori provenienti anche da fuori provincia pronti a godersi spettacoli e sfilate, tra cui il momento clou dell’ingresso del dragone dentro le mura cittadine. «Abbiamo lavorato dalle 11 del mattino fino alle 23 a ritmo serrato – racconta Simona Marinai, titolare di Le Barrique –. È una grande soddisfazione vedere così tanta gente, soprattutto dopo settimane di pioggia che avevano frenato la voglia di uscire. Ora più che mai dobbiamo strutturarci per intercettare la crescente domanda». Anche Riccardo Ranfagni, della pizzeria Circo della Luna, conferma l’afflusso straordinario: «Sembrava Natale per quante persone c’erano. Tanta gente di passaggio, molti turisti». Per alcuni locali, come Gradisca 1973, l’affluenza ha spinto a prolungare l’orario di apertura: «È venuta tantissima gente, anche da fuori, e questo dà grande visibilità alla città – spiega Cosimo Focosi –. Il Capodanno cinese ha ancora un enorme potenziale». Anche Molo 16 conferma: «L’affluenza è stata enorme – conferma Francesco Giusti– con persone che arrivavano continuamente dalla stazione del Serraglio». Non solo ristorazione: «Manifestazioni così dovrebbero essere organizzate almeno due volte l’anno – sottolinea Cristina Coveri di Hello Darling –. Le strade del centro erano piene, i turisti numerosi, e l’evento è ormai un’attrattiva consolidata».
Confcommercio promuove a pieni voti l’iniziativa: «La sfida ora è valorizzare ancora di più l’evento, che ha già mostrato grandi potenzialità. Le attività commerciali si sono integrate perfettamente con lo spirito della manifestazione e l’Associazione è pronta a supportarne il successo». Soddisfazione anche da Confesercenti: «Il Capodanno cinese rappresenta un’opportunità straordinaria per la promozione turistica e lo sviluppo del territorio. Eventi legati alla comunità cinese possono diventare appuntamenti di richiamo regionale e nazionale, capaci di destagionalizzare i flussi e rafforzare l’immagine della città come meta multiculturale».
Toni più critici, invece, tra gli albergatori, dove il tutto esaurito non si è registrato, segnalando un divario tra l’afflusso nelle strade e l’occupazione delle strutture ricettive: «Dal punto di vista dei pernottamenti legati al Capodanno cinese a Prato il risultato è stato modesto – commenta Sauro Venturi, presidente di Federalberghi Prato -. Il numero di turisti rimasti a dormire in provincia per assistere al Capodanno cinese si conta sulle dita di due mani. L’evento è stato un successo a livello di partecipazione, ma tutta legata a persone residenti nell’area metropolitana o in Toscana. Noi invece vorremmo diventasse una ricorrenza capace di portare turisti a Prato, anche grazie a campagne pubblicitarie e mediatiche mirate. Così organizzato resta un evento utile ai soli fini territoriali. Come Federalberghi Prato siamo disposti a collaborare per un percorso condiviso con le istituzioni, programmando per tempo calendario iniziative».
alessandra agrati
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