Una serata per interrogarsi sul presente e sul futuro del distretto pratese. E’ quella andata in scena ieri, mercoledi 10 dicembre, al Circolo Pc del Soccorso con la prima iniziativa del ciclo “Chi lo fa il distretto?”. L’incontro, che ha registrato una grande partecipazione di lavoratori, rappresentanti sindacali, associazioni e comunità migranti, si è svolto alla vigilia del nuovo tavolo istituzionale sulla vertenza Alba Srl. Un appuntamento decisivo per il futuro degli operai e per tutta la città.
I rappresentanti sindacali dei Sudd Cobas – Qasim Ali, Luca Toscano e Sarah Caudiero – hanno ricostruito i passaggi recenti della vertenza, denunciando le condizioni di sfruttamento, le violenze ai picchetti, il piano portato ai committenti. Il presidente della Provincia Simone Calamai ha confermato l’impegno istituzionale nel tenere aperto il dialogo tra azienda, sindacato e committenti. La ricercatrice Francesca Guidi ha offerto dati e proposte sul distretto manifatturiero e sulla manodopera straniera. Particolarmente importanti le voci delle comunità migranti. Sharmin Akhter, Ashraf Gondal e Ajman Hossein hanno raccontato come permessi di soggiorno instabili e ricatti legati alla residenza rendano i lavoratori stranieri ricattabili. “Iniziative come questa ci danno voce e speranza”, hanno detto.


“La discussione ha toccato anche il livello nazionale – viene spiegato in una nota del Pd -. Il ddl Pmi rischia di introdurre una certificazione volontaria che diventa di fatto uno scudo penale per i committenti. Per questo è stata presentata una risoluzione del deputato Marco Furfaro, che chiede rafforzamento degli organici ispettivi, responsabilità solidale lungo la filiera, protezioni per chi denuncia sfruttamento, tracciabilità digitale obbligatoria”. Nel corso del dibattito più interventi si sono soffermati sulla necessità di respingere contrapposizioni tra lotte sindacali.
Intanto, proprio a proposito del ddl Pmi da registrare la presa di posizione dello stesso marco Furfaro e dell’altro deputato Pd Christian Di Sanzo: “La maggioranza ha bocciato il nostro emendamento che prevedeva risorse per rafforzare il distretto tessile di Prato – dicono -, proprio mentre il comparto moda e le tante aziende nel territorio pratese affrontano una delle fasi più difficili degli ultimi anni. È una scelta incomprensibile e dannosa: Prato è uno dei poli manifatturieri più importanti d’Europa, produce lavoro, innovazione ed export, ma il Governo decide di lasciarlo senza strumenti adeguati”.
Riproduzione vietata