Dignità del lavoro e intelligenza artificiale sono stati i temi scelti per la Festa dei Lavoratori 2026 a Prato. Un corteo decisamente meno partecipato rispetto agli anni scorsi ha attraversato le vie della città tra bandiere di Cgil, Cisl e Uil, striscioni anche contro lo sfruttamento del lavoro e musica. «Lavoro dignitoso», ha affermato Erika Caparrini segretaria Cisl Prato Firenze, a cui è stato affidato il comizio finale in piazza delle Carceri, «vuol dire rispetto dei contratti collettivi, che devono garantire ai lavoratori la possibilità di vivere in modo adeguato rispetto al costo della vita. Contratti che devono essere rinnovati alla scadenza e non dopo anni, e che tengano conto degli accordi di secondo livello e di quelli territoriali».Un mondo del lavoro che cambia e che deve fare i conti con nuove sfide, tra cui l’intelligenza artificiale. «Un fenomeno – ha continuato Caparrini – che creerà nuovi lavori e che dovranno essere tutelati».









Temi ripresi anche da Alessio Bettini della Cgil Prato Pistoia : «Prato è la città del lavoro e il distretto ha bisogno di essere rinnovato. Ha sempre lavorato a ciclo chiuso e ora, attraverso le nuove tecnologie, è necessario innovare. Per farlo bisogna investire nella scuola e nella ricerca». Di contratti ha parlato anche Rodolfo Zanieri della Uil: «Troppo spesso dietro ai contratti part-time si nasconde altro, che non dà la possibilità alle famiglie di acquistare casa e comunque le rende più deboli. L’intelligenza artificiale è un fenomeno che, se governato, potrebbe non essere così dannoso». Dal palco di piazza delle Carceri ha preso la parola anche il presidente della Provincia, Simone Calamai, che ha ricordato il percorso fatto con “L’Alba” e ha rivendicato l’importanza della condivisione delle responsabilità per un vero cambiamento della filiera.



La manifestazione è partita da piazza Mercatale, con in testa la banda di Luicciana e le majorettes, seguite dai rappresentanti del Comune – per l’amministrazione il sub commissario Francesco Pisani – e dai sindaci della provincia.
Nel pomeriggio, da piazza del Comune, è partito anche il corteo dei Sudd Cobas. «Il problema dello sfruttamento – ha sottolineato Luca Toscano, leader Sudd Cobas Prato – è globale e riguarda tutte le catene della moda. Prato è un nodo in questo mare: non è solo un posto dove le persone sono sfruttate, ma è anche da dove è partita una piccola rivoluzione che ha reso gli invisibili visibili, persone che fanno parte di questo territorio».



Un corteo che ha sfilato con una barca della Global Sumud Flotilla, realizzata con materiali di scarto del tessile, ma che ha anche lanciato la campagna Abiti Puliti (“dignità del lavoro, benessere dei lavoratori prima del profitto, le aziende sono responsabili dei danni che causano” sono alcuni dei punti del manifesto) e ha ricordato uno dei leader del sindacato incarcerato in Turchia dopo aver promosso scioperi in un’azienda che lavora per grandi brand della moda.
«Si tratta del marchio Zara – ha ricordato Toscano –, azienda davanti alla cui sede abbiamo fatto anche noi picchetti. Questo ci permette di connetterci con le altre realtà, di unire tanti puntini lontani».
Toscano ha anche ricordato come un anno fa veniva inaugurato il memoriale del Teresa Moda e come quest’anno siano ormai 150 i piccoli laboratori e le stirerie che sono sindacalizzati: «Lo scorso anno parlavano di sindacare l’insindacabile, oggi eravamo al memoriale anche con lavoratori cinesi».
aa
Riproduzione vietata