Nel distretto laniero arrivano, per la prima volta, i contratti di solidarietà per i lanifici: un ricorso agli ammortizzatori sociali mai utilizzato prima in questa forma. Nel frattempo, però, continua la lenta e dolorosa emorragia delle piccole imprese. Tra novembre e dicembre chiuderanno cinque aziende: la stamperia Mtm, con otto dipendenti, e Rifimode hanno già cessato l’attività, mentre per altre tre la chiusura è prevista entro la fine del mese. Su queste ultime sono ancora in corso le trattative.
«Si tratta di piccole realtà – spiega Juri Meneghetti, segretario generale della Cgil Filctem Prato- Pistoia – ma parliamo comunque di una quarantina di lavoratori rimasti senza occupazione. Siamo inoltre preoccupati per l’aumento delle richieste di cassa integrazione: molte domande arrivano già per il periodo successivo all’Epifania.»
A rendere la situazione ancora più complessa sono i segnali che provengono dal settore industriale. «La richiesta dei contratti di solidarietà – prosegue Meneghetti – va interpretata in due direzioni: da un lato conferma che ancora non si intravedono segnali concreti di ripresa; dall’altro testimonia la volontà di difendere il patrimonio di competenze, cercando di preservarlo attraverso questo strumento. La domanda è partita dal sindacato, che ha trovato da subito la collaborazione degli imprenditori.»
A differenza della cassa integrazione, che può prevedere anche ore poi non effettivamente utilizzate, il contratto di solidarietà è uno strumento più concreto: tutti i lavoratori continuano a restare in azienda, ma con una riduzione dell’orario. Da qui il nome “solidarietà”.
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