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Imprenditori pratesi tra attaccamento al distretto e sfide future: i risultati della ricerca Perimetro Reale di Prato Futura


Gli imprenditori pratesi sono molto affezionati al distretto (44,8%), ma per i prossimi cinque anni prevedono un suo declino (47,2%), tuttavia, nello stesso arco temporale, circa il 53,6% si aspetta una stabilità per la propria azienda. La Regione annuncia un bando da 103 milioni per le Pmi, 60 milioni per aggregazioni sopra le sei aziende. La sindaca Bugetti: "Siamo pronti a fare la nostra parte per sostenere le imprese che lavorano per il progresso del territorio"


Alessandra Agrati


Gli imprenditori pratesi sono molto affezionati al distretto (44,8%), ma per i prossimi cinque anni prevedono un suo declino (47,2%), tuttavia, nello stesso arco temporale, circa il 53,6% si aspetta una stabilità per la propria azienda, mentre per quanto riguarda le aggregazioni prevale quella “parziale”, basata sulla condivisione dei servizi (80%). La maggioranza bocciano l’impegno della politica (38,4%) .

È quanto emerge dalla ricerca Perimetro Reale, commissionata da Prato Futura in collaborazione con Confindustria Toscana Nord, il Pin e il Comune di Prato, per celebrare i 40 anni dalla sua costituzione. La presentazione si è tenuta oggi, 10 maggio, alla Camera di Commercio. Lo studio, condotto tra dicembre 2024 e marzo 2025, ha distribuito 306 questionari con 100 domande, curando la raccolta dati e l’analisi statistica Mauro Maltagliati (Unifi). Si concentra in particolare sull’imprenditorialità nel distretto tessile e manifatturiero, analizzando temi strategici come la situazione economica delle imprese locali, le aspettative degli imprenditori, il passaggio generazionale, le dinamiche associative e di aggregazione, la visione organizzativa del distretto, l’integrazione interculturale e la coesistenza con le diverse etnie presenti sul territorio.

“Ci troviamo in un mare in tempesta – ha spiegato il presidente Marco Ranaldo – dalla ricerca emerge che gli imprenditori non vogliono cambiare lavoro, ma modificare il modo in cui lo fanno. Serve un impulso che ci aiuti. Per questo mi rivolgo alla politica, alle associazioni di categoria e anche ai professionisti, affinché ci supportino nel rafforzare la rappresentatività del nostro territorio.”

Il primo a raccogliere l’appello è stato l’assessore regionale alle Attività Produttive Leonardo Marras, che ha annunciato la prossima pubblicazione di un bando da 103 milioni di euro per le PMI, suddiviso in 63 milioni destinati a progetti di aggregazioni aziendali con almeno sei imprese e altri 40 milioni per singole aziende, focalizzati su digitalizzazione e sostenibilità aziendale.

Di aggregazioni ha parlato anche Andrea Dossi, docente dell’Università Bocconi, che ha proposto l’idea di una piattaforma condivisa tra le cinque più grandi imprese del distretto: “Serve il coraggio di lanciare un progetto pilota – ha spiegato – le aziende più strutturate potrebbero condividere managerialità, gestione dei talenti e sostenibilità, non solo di prodotto ma anche sociale, aspetto sempre più importante e dominante”.L’idea di Dossi è creare un “polo” che attragga investimenti e talenti.

Ecco alcuni risultati della ricerca Aggregazioni: circa l’80% degli intervistati è favorevole alla condivisione nella gestione dei servizi, sostenibilità, imballaggi, certificazioni, laboratori di analisi, sicurezza e formazione. Reti d’impresa: il 19,61% si dichiara favorevole, mentre il 42,81% non considera nessuna strategia in questa direzione. Il 41,83% pensa che, comunque insieme si abbia una maggiore forza. Questi sono soprattutto imprenditori giovani che guidano aziende grandi in caso di aggregazione, fusione, vendita o rete d’impresa il partrner scelto è pratese (media 90% delle risposte).

“Con questa ricerca – ha spiegato Ranaldo – diamo uno spunto, ma il tempo a disposizione è poco, bisogna passare ai fatti. Un impegno che lascio al mio successore”: A giugno Ranaldo conclude il mandato “Per ora non ho altre proposte, ma mai dire mai”.

Soddisfazione viene espressa dalla sindaca di Prato Ilaria Bugetti: “Il nostro distretto ha bisogno di questo – dice : unità, fiducia, capacità di raccontare il bello che sappiamo fare tra l’innovazione che applichiamo alla tradizione con un pizzico di fantasia, il dna profondamente green, la capacità di tradurre in realtà i progetti visionari dei grandi nomi della moda come solo poche sere fa ci ha raccontato la maison Scervino. Questa è Prato, siamo unici al mondo. Ci credo profondamente e mi batterò fino all’ultimo perché la città abbia il giusto riconoscimento del suo valore e del contributo che dà al manifatturiero nazionale. Per questo con il Tavolo del distretto stiamo lavorando a tanti progetti che rafforzino le nostre aziende su scala internazionale. Un lavoro che culminerà a giugno con la partecipazione di Prato alla prima fiera sull’economia circolare tessile di Bruxelles. Un evento che sarà preceduto a fine maggio da una due giorni ospitata al Museo del Tessuto per confrontarci sulle produzioni ecosostenibili e sulle politiche europee che dovranno definire il quadro in cui muoversi”.

“Siamo davanti a sfide importanti – prosegue B ugetti -. Per vincerle dobbiamo saper fare gioco di squadra, tutti insieme, imprese, istituzioni e associazioni di categoria. Voler valorizzare il proprio tessuto produttivo non significa nascondere i problemi, ma non dobbiamo permettere che questi offuschino l’immagine di un distretto con secoli di storia che continua a credere e a investire nel futuro. Ci battiamo e ci batteremo tutti i giorni contro l’illegalità economica per tutelare la parte sana della nostra imprenditoria, che è la maggioranza. Non accetteremo chi, anziché dare una mano con concretezza a combattere la piaga dello sfruttamento e del lavoro nero, cerca visibilità soffiando sul fuoco. Io e tutta la giunta siamo pronti a fare la nostra parte per sostenere le imprese che ogni giorno lavorano per il benessere e il progresso di Prato e dei pratesi. Lo studio presentato oggi ci dice anche che in certi casi le aggregazioni sono necessarie per essere più forti e strutturati. Penso che abbia ragione e credo anche che sia il paradigma giusto per superare questo momento difficile. Insieme si può”.

alessandra agrati

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