Prato e la sua provincia si confermano un territorio con indicatori occupazionali superiori alla media regionale. Il tasso di occupazione è pari al 73,3% contro il 70,9% della Toscana , dato che resta più alto anche per la componente femminile (69,5% rispetto al 63,7%). La disoccupazione si attesta al 2,5% (4% la media regionale), mentre quella giovanile tra i 15 e i 24 anni è all’11% contro il 13,4% regionale. Secondo Unioncamere, sul territorio sono attive 29.237 imprese, di cui 7.907 nel manifatturiero. In aumento anche le offerte di lavoro pubblicate dal Centro per l’impiego pratese (+7,1%): 2.391 nell’ultimo anno, per un totale di 4.008 posti. Sono state 1.405 le aziende prese in carico e 6.963 i servizi erogati alle imprese. Per quanto riguarda invece la formazione nel 2025 sono state prese in carico 6mila persone, di cui 5mila per la riqualificazione professionale.
I dati sono stati presentati in occasione di “Toscana lavoro in tour” e la conclusione del cantiere di riqualificazione della sede del Centro per l’impiego di via Pistoiese, un ex edificio scolastico comunale ristrutturato nel biennio 2024-2025 con un investimento di circa 663mila euro, in parte finanziato dal Piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego. Sistemate anche le aree esterne e la recinzione grazie a un finanziamento di oltre 46mila euro dell’Agenzia regionale toscana per l’impiego, oltre al rifacimento del marciapiede curato dal Comune di Prato. Gli operatori sono stati dotati di 30 tablet per la firma grafometrica e di computer portatili, per favorire la digitalizzazione e l’erogazione dei servizi anche da remoto.
“In una fase complessa per la produzione industriale come quella che stiamo attraversando i servizi per il lavoro svolgono un ruolo centrale e in Toscana, dove abbiamo deciso di investire seriamente in questi anni, la rete di Arti diventa sempre più capillare, incisiva ed efficace”, ha commentato il presidente Eugenio Giani. “L’appuntamento di oggi a Prato – ha aggiunto il presidente – un’occasione per valorizzare il presidio significativo che Arti svolge in tutta la Toscana sulla formazione il reinserimento e anche sulle crisi aziendali, rispetto alle quali l’impegno dell’Agenzia ha dato un contributo rilevante per giungere ad una soluzione positiva nell’80% delle circa 100 che ha affrontato”.
Nella mattinata si è tenuto anche un incontro con sindacati e associazioni di categoria in cui è stata chiesta la riattivazione della Commissione tripartita a livello provinciale, ipotesi condivisa dall’assessore al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi: “Mi sembra giusta, è una esigenza che giunge anche da altri territori. Ogni provincia ha proprie dinamiche lavorative ed esperienze, e dunque è bene approfondire il dialogo in ogni zona”.
Ascagno Marradi, direttore di Confesercenti, ha proposto di incrementare i fondi per l’imprenditoria giovanile: “Servono interventi ad hoc per motivare le nuove generazioni anche per aprire nuove attività, ma anche per sostenere il cambio generazionale”.
Daniele Gioffredi, segretario della Cgil di Prato e Pistoia, ha lanciato l’idea di creare una Fondazione Its a Prato per organizzare corsi specifici sulle esigenze del territorio, evidenziando un processo di deindustrializzazione e un tasso di part-time intorno al 39%: è necessario “dirottare risorse verso anche l’apprendistato e forme di formazione”.
Marco Bucci, della segreteria Cisl Prato-Firenze, ha chiesto più risorse per affrontare il fenomeno dei Neet: “Un fenomeno che è in crescita e deve essere governato, e proprio attraverso la tripartita possiamo indirizzare le risorse ad hoc, come è avvenuto nel 2022 dopo il covid che Prato è stato il primo a fornire le linee”.
In conclusione, l’assessore Lenzi ha ribadito il ruolo strategico del Centro per l’impiego di Prato e dello sportello di Carmignano: “L’agenzia regionale per l’impiego e la sua rete che a Prato si articola in questo Centro per l’impiego e nello sportello di Carmignano – ha affermato l’assessore Lenzi – sono sempre più lontani dal vecchio collocamento e costituiscono presidi territoriali in grado di fornire una vastissima gamma di servizi a cittadini e imprese, i quali apprezzano la qualità delle loro prestazioni e li considerano sempre più un punto di riferimento per l’incontro tra domanda e offerta. Il loro ruolo per combattere il mismatch è fondamentale, e i dati che giungono parlano del ruolo che i servizi pubblici per l’impiego toscani riescono a svolgere nei settori in cui vi è maggiore difficoltà di reperimento di lavoratori”.
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