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Il report sul mercato del lavoro offre uno spaccato sulla crisi: dati tutti negativi, crescono solo i lavoratori cinesi


Redazione


Tutta la gravità della crisi che sta colpendo duramente il distretto tessile e il lavoro a Prato emerge dal report sul mercato del lavoro che la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi ha presentato questa mattina insieme alla dirigente del settore Lavoro Franca Ferrara. I dati, elaborati dal Asel e dal servizio Lavoro della Provincia, mostrano una crisi che colpisce duramente falciando posti di lavoro, ma spostando anche gli equilibri fra i vari tipi di contratto. Un esempio per tutti: nel primo semestre del 2007 gli avviamenti a tempo indeterminato erano il 48% quelli a tempo determinato il 31%, fra gennaio e giugno 2009 il rapporto si è rovesciato: gli avviamenti a tempo indeterminato sono solo il 37% e quelli a tempo determinato il 42%. Sempre nel primo semestre 2009 il tessile ha un saldo negativo di -205 fra avviamenti e cessazioni, ma quello del tempo indeterminato raggiunge i -593.“La Provincia ha già pronto un ‘pacchetto lavoro’ con 1 milione e 500 mila euro a disposizione da destinare a iniziative come tirocini formativi e incentivi alle aziende che assumono attraverso accordi territoriali – ha annunciato la vicepresidente – Entro la fine di settembre partiremo con l’avviso pubblico che funzionerà a sportello, in modo da incrociare via via all’interno dei progetti imprese e lavoratori”. Giorgi ha aggiunto che la Provincia ha già pronti altri 3 milioni di euro di risorse su progetti in costruzione legati all’occupabilità, che privilegeranno le fasce più deboli ma anche l’imprenditoria e l’innovazione. Sui numeri della crisi sta lavorando anche il Tavolo di Distretto e entro pochi giorni si farà un incontro di approfondimento con tutti gli attori del distretto.I primi dati provvisori del semestre gennaio-giugno 2009 indicano nella provincia 17.068 avviamenti e 15.812 cessazioni, il saldo complessivo si mantiene quindi positivo per 1.210 contratti. Ma se guardiamo solo al bimestre maggio-giugno 2009 il saldo diventa negativo con un -543, dal momento che gli avviamenti sono 5.540 e le cessazioni 6.083. Se nello stesso periodo togliamo i numeri riguardanti i lavoratori cinesi il saldo raggiunge i -943. Preoccupa anche la tendenza a una contrazione decisa del movimento complessivo, meno contratti dunque in tutti i settori. Gli avviamenti scendono nel primo semestre del 2009, se li confrontiamo con i primi semestri del 2008 e del 2007. Sono 17.068 quest’anno, erano 19.805 nel 2008 e 24.177 nel 2007. I contratti a tempo indeterminato scendono ancora, nel primo semestre del 2009 diminuiscono del 17%, (-20% per gli uomini e -14% per le donne). Come si è già ricordato ormai questo contratto riguarda solo il 37,7% degli avviamenti. Il 42,6% degli avviamenti è a tempo determinato, mentre il part time ha raggiunto il 41,3% (7.042 contratti) crescendo molto, soprattutto per gli uomini, rispetto al primo semestre 2008 (6.580 contratti, il 33,2%) e al primo semestre 2007 (6.916 contratti, il 28,6%).Sempre per gli avviamenti la percentuale di contratti di lavoratori cinesi raggiunge nel primo semestre del 2009 il 22% (erano il 13% circa sia nel 2007 che nel 2008) di questi il 40% sono donne. Gli altri extracomunitari sono il 7% (erano il 9% nel 2007 e l’8% nel 2008). Altro elemento già noto ma riconfermato, è la difficoltà a trovare lavoro via via che cresce l’età, se con meno di 25 anni gli avviamenti scendono solo del 2% rispetto al 2008, fra i 25 e i 29 anni si arriva a -11%, fra i 29 e i 39 a -15%, fra i 39 e i 49 a -18%, fino al -20% oltre i 49 anni.Uno sguardo ai comparti conferma i numeri negativi del tessile, dove l’unico segno più è quello del tempo determinato (+416), mentre nel tempo indeterminato si scende quasi di 600. Il part time è attorno al 15%, mentre gli extracomunitari sono il 21% e i cinesi il 10%. Le costruzioni perdono terreno sui tempi indeterminati con -163 contratti, che però si trasformano in tempi determinati (+177) e un saldo complessivo, se pur di poco, positivo. Qui il 24% lavora part time, il 26% è extracomunitario e solo il 2% è cinese. I settori che ‘tirano’ sono l’abbigliamento, con saldo molto positivo per il tempo indeterminato (+267 contratti), il part time al 70% e il 91% dei lavoratori cinese (nel 2008 erano l’87%), e i settori dei servizi alle imprese e dei servizi alla persona. Qui i saldi hanno il segno più anche per il tempo indeterminato e la percentuale di lavoratori extracomunitari è attorno al 15-20%.Nel periodo gennaio-agosto 2009 aumentano complessivamente quasi di un terzo (+27,62%) gli iscritti alle liste di mobilità rispetto allo stesso periodo del 2008. Nel 2008 al 31 agosto c’erano 1.242 lavoratori inseriti, mentre nel 2009 risultano 1.716 iscritti. Cresce anche l cassa integrazione in deroga. L’aggiornamento al 1 settembre di quest’anno parla di 756 domande per aziende che hanno l’unità produttiva nella provincia di Prato. Il distretto pratese risulta il primo per le richieste a livello regionale con il 36% del totale. Al 31 agosto 2009 gli accordi di cassa integrazione straordinari stipulati riguardano 1.290 lavoratori di 38 aziende, di cui 36 fanno parte dell’industria tessile. In tutto il 2008 i lavoratori in cigs risultavano 607 e le aziende coinvolte 20.
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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