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Il distretto verso le ferie, il presidente di Confartigianato invita alla riflessione: “E’ il momento di immaginare la Prato del futuro pensando agli interessi della comunità e non dei singoli”


Luca Giusti analizza la situazione economica nel manifatturiero e più in generale nel mondo del lavoro a Prato. E invita la politica istituzioni, associazioni e categorie economiche a un dibattito condiviso: “Momento spartiacque. Dobbiamo scrivere una nuova storia per il distretto”


Stefano De Biase


“La situazione economica a Prato, con un riferimento particolare al manifatturiero, è abbastanza compromessa in provincia dai primi mesi del 2025: ci sono ordini scarsi, carenza di lavoro, e la leggera ripresa di maggio e giugno si è già esaurita a luglio. Le aspettative per settembre non sono delle migliori, anche in vista dell’introduzione dei dazi verso il mercato Usa. Una situazione di grande incertezza e timori che però non può bloccare il nostro spirito imprenditoriale. Anzi. Questo è il momento di tirare fuori la fiducia in se stessi e la capacità di fare impresa. È qui che viene fuori la forza dell’imprenditore. Bisogna scegliere bene i partner e i compagni di viaggio perché da soli si ottengono solo successi temporanei. E’ questo il momento di scrivere una nuova storia per il distretto”. E’ una visione che tiene in considerazione sia le incertezze dell’oggi che la prospettive del domani quella del presidente di Confartigianato Imprese Prato, Luca Giusti nell’analizzare la chiusura pre-ferie agostane del distretto e più in generale del mondo del lavoro in provincia di Prato. Un’analisi rilasciata con un’intervista articolata ai microfoni di Notizie di Prato.

Presidente Giusti, come se ne esce da questa situazione complicata?

“Purtroppo non abbiamo la possibilità di intervenire direttamente nell’immediato. Quello che accade non dipende da noi. Ma una riflessione su come porsi fra ciò che è stata finora Prato e quello che dovrebbe diventare la possiamo fare. Deve essere una riflessione a 360 gradi, concertata fra istituzioni, categorie economiche e associazioni. Un confronto vero, che risponda alle esigenze del territorio e non a quelle dei singoli. Servono proposte di lungo respiro, strutturate. Basta con la modalità di rispondere ogni volta a emergenze del momento. Questo è un momento spartiacque: bisogna immaginare la città del futuro. Noi ci siamo e ci assumiamo la responsabilità di farlo”.

Il rischio attuale qual è?

“Ce ne sono due. Il primo è di ridurre il cambiamento a una mera sfida fra partiti politici, che porterebbe tra l’altro a non avere la consapevolezza di ciò che è necessario per la città. Per questo auspichiamo scelte per il domani con una forte concertazione progettuale. L’altro rischio è quello di perdere pezzi di filiera. Oggi è quantomai necessario creare efficienza, mettersi insieme, sostenere progetti condivisi. Perché sarà sempre più difficile trovare margini di guadagno per ogni singolo pezzo di filiera. Bisogna quindi valorizzare il prodotto attraverso le certificazioni, con la qualità e con un modello efficiente. Per assurdo questo può essere il periodo migliore per il cambiamento: l’età media degli imprenditori è quasi pensionabile e non c’è ricambio. Perciò questo è il momento per i giovani di anticipare i tempi e di capire quale sarà la città del domani”.

Come giudica l’attuale momento politico?

“Di incertezza. Non solo locale ma generale. Siamo di fronte a un momento importante per riaffermare la capacità delle istituzioni e delle associazioni di essere un punto di riferimento per chi vuole operare sul territorio. Di essere uno strumento per operare nel futuro con mezzi diversi. La politica dà la sensazione di essere avulsa dalla società civile: è quindi questo il momento di avere il coraggio di prendere posizioni forti sulle scelte future per Prato. Noi comunque siamo a disposizione del commissario prefettizio, a cui abbiamo già consegnato un documento con le necessità e le priorità per il distretto fra infrastrutture, sburocratizzazione, certezza nelle risposte alle richieste degli imprenditori”.

Qual è il sentore degli associati di Confartigianato?

“C’è sconcerto, sfiducia, rabbia per il contesto economico, e molta amarezza per la situazione politica locale. E’ però dalle difficoltà che nascono le opportunità. Quindi invito all’ottimismo, al credere nelle idee, e a progettare fin da subito il futuro. Noi pratesi e noi artigiani ne abbiamo tutte le capacità”.

Stefano De Biase

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(N° 4 del 14/02/2009)
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