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I numeri dell’Inps: a Prato la media degli stipendi è tra le più basse in Italia. Meglio le pensioni


I posti di lavoro aumentano, ma la qualità dell’occupazione non segue lo stesso passo. Resta forte il divario di genere: nel settore privato le donne guadagnano in media 68,1 euro lordi al giorno, gli uomini 84 euro


Alessandra Agrati


Il rendiconto sociale 2024 dell’Inps di Prato restituisce un’immagine in chiaroscuro dell’economia locale. I posti di lavoro aumentano, ma la qualità dell’occupazione non segue lo stesso passo: gran parte dei nuovi contratti è infatti a tempo determinato o a chiamata, mentre quelli stabili diminuiscono. Ne deriva un mercato del lavoro fragile, segnato da retribuzioni mediamente più basse rispetto al resto della Toscana e d’Italia. Al contrario, le pensioni erogate nel territorio risultano più elevate della media regionale e nazionale.
“Questi dati mostrano luci e ombre e confermano la necessità di investire con decisione sulle politiche sociali”, commenta il direttore dell’Inps pratese, Luciano Contini.
Nonostante le criticità, il saldo occupazionale rimane positivo: nel 2024 si contano 2.081 occupati in più, con il tasso di occupazione che sale al 73,3% rispetto al 71% dell’anno precedente. Tra gli uomini fra i 35 e i 49 anni si raggiunge addirittura il 91,5%, mentre nella fascia 15-24 anni emerge un forte squilibrio di genere: le giovani donne lavorano più dei coetanei maschi (36,7% contro 26,7%). Il tasso di disoccupazione scende al 2,5%, dato nettamente migliore rispetto alla media toscana (4%) e nazionale (6%), mentre quello degli inattivi si attesta al 24,8%, comunque inferiore ai valori regionali e italiani.
Sul fronte salariale, però, i numeri confermano la presenza di un lavoro povero. Nel settore privato le donne guadagnano in media 68,1 euro al giorno, gli uomini 84 euro: cifre inferiori alle medie toscane (76 e 100,9 euro) e nazionali (79,8 e 107,5 euro). Le disparità si ripetono anche nel pubblico impiego, dove le lavoratrici percepiscono 98,8 euro al giorno contro i 120,4 degli uomini, ben al di sotto sia dei livelli regionali sia di quelli nazionali.
Nel frattempo crescono gli ammortizzatori sociali: nel 2024 le domande di Naspi sono state 7.131, mentre 9.764 lavoratori hanno ricevuto altre forme di sostegno dopo la perdita dell’impiego. Le ore di cassa integrazione richieste aumentano del 34%, passando da 493.434 nel 2023 a 772.286 nel 2024. In aumento anche la riscossione coattiva a carico delle aziende, salita da 20,8 a 22,3 milioni di euro.
Sul versante pensionistico, i dati mostrano una situazione diversa. Nel 2024 le pensioni erogate sono state 61.080, di cui 31.910 a donne. Gli importi medi risultano superiori alla media regionale: 1.450 euro per le donne (in Toscana 1.394) e 1.900 per gli uomini (contro 1.882). Gli assegni di accompagnamento sono stati 6.118, mentre le pensioni di invalidità civile 1.983, a fronte di 9.423 domande presentate e 8.857 accolte. I tempi per ottenere il riconoscimento si allungano, passando da 125 a 135 giorni.
Il rapporto Inps analizza anche l’attività dell’ente: nel 2024 gli accessi allo sportello sono stati 6.946, le richieste telefoniche 2.293. Il personale in servizio è diminuito da 80 a 75 unità, con un’età media di 50,6 anni, una delle più basse in Toscana. I contenziosi sono stati 190, con una quota crescente (32%) risolta in autotutela. La parte più significativa riguarda la contribuzione dei lavoratori autonomi. Il patrimonio a reddito dell’istituto ammonta infine a 6,7 milioni di euro.
Il quadro complessivo conferma un dualismo ormai strutturale: un mercato del lavoro che cresce, ma resta precario e poco retribuito, e un sistema pensionistico che continua invece a garantire importi medi superiori a quelli del territorio circostante. Un equilibrio fragile che impone, come ricorda Contini, nuove strategie di welfare e interventi mirati per ridurre disuguaglianze e vulnerabilità sociali.

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