A Firenze, davanti alla Fortezza da Basso, si è svolto un presidio organizzato dal sindacato Sudd Cobas per denunciare le condizioni di lavoro nelle filiere del Made in Italy. Tra i partecipanti anche i dipendenti dell’azienda Alba di Montemurlo, in sciopero da oltre quattro mesi per rivendicare diritti e condizioni dignitose. “Dalla soluzione di questa vertenza passa la possibilità di una rivoluzione necessaria per tutte le filiere della moda – ha affermato Luca Toscano, coordinatore del sindacato – Bisogna ripartire dalla responsabilità dei brand e dei committenti, trasformando un sistema che sta veicolando un’immagine deleteria del Made in Italy. Non è più possibile nascondere la polvere sotto il tappeto: nelle filiere esiste lo sfruttamento, esiste il caporalato, è l’ora di ammetterlo e trovare soluzioni.” Il sindacato propone l’istituzione di un tavolo di filiera con il coinvolgimento diretto dei committenti e un meccanismo di ricollocamento dei lavoratori presso fornitori che rispettano i contratti nazionali, con l’obiettivo di contrastare caporalato e sfruttamento. “Questo sistema – ha aggiunto Toscano – oggi può essere applicato all’Alba e domani in tutte le situazioni in cui emergeranno irregolarità, offrendo risposte concrete e strutturali per l’intero settore.”
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