Gas a 80 euro al megawattora, contro i 35 di febbraio, ed energia elettrica a 212 euro, rispetto ai 114 di sette mesi fa. È la nuova impennata dei costi energetici con cui il Distretto Tessile pratese si trova a fare i conti, in una fase in cui la domanda resta debole e i margini delle imprese sono già sotto pressione. Per il gas l’aumento è di circa il 130%, mentre per l’elettricità arriva all’86%. A essere maggiormente esposte sono le piccole imprese e i contoterzisti, spesso esclusi dalle agevolazioni previste per le aziende energivore. Secondo Cna Toscana Centro, il quadro attuale è profondamente diverso da quello del 2022, quando furono stanziati i 10 milioni di euro previsti dalla Legge di Bilancio per sostenere il rilancio del distretto nel post-pandemia.
“Gli aumenti che stiamo riscontrando in tutta la filiera del Distretto, specialmente per il mondo dei contoterzisti, sono oramai fuori controllo – afferma Francesco Viti, Presidente dell’Area Pratese di CNA Toscana Centro – stiamo parlando di piccole imprese che non raggiungono la soglia per arrivare ad ottenere gli incentivi come energivore. Quindi, gli aumenti sono reali, unitamente alla crescita delle tasse e, di conseguenza, diventa difficile riuscire a navigare in queste acque”
I 10 milioni stanziati nel 2022 avevano accompagnato una fase in cui il mercato era sostenuto e le imprese potevano utilizzare le risorse per investimenti in sostenibilità, innovazione e transizione digitale. Oggi, secondo Cna, quelle condizioni sono cambiate: alla debolezza della domanda si sommano energia e materie prime più costose e un accesso al credito più difficile.
“Questa situazione si inserisce in una fase già estremamente delicata per tutto il comparto moda e tessile – dichiara Luca Benedetti, Presidente di Federmoda Cna Toscana Centro – Le imprese stanno affrontando contemporaneamente il rallentamento della domanda, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, oltre a una crescente difficoltà di accesso al credito. Il rischio concreto è quello di compromettere la competitività di una filiera che rappresenta un patrimonio produttivo, occupazionale e di competenze unico nel nostro territorio. È fondamentale intervenire rapidamente con misure strutturali che consentano alle aziende di recuperare margini, sostenere gli investimenti e accompagnare la transizione energetica e digitale, evitando che siano proprio le realtà più piccole e virtuose a pagare il prezzo più alto di questa congiuntura”.
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