Categorie
Edizioni locali

Energia e logistica sotto pressione: la guerra in Medio Oriente preoccupa Confindustria Toscana Nord


Gas quasi raddoppiato, assicurazioni marittime decuplicate e incertezza sui mercati: le imprese di Prato temono un nuovo shock competitivo


Alessandra Agrati


È forte la preoccupazione di Confindustria Toscana Nord per le ricadute economiche della nuova escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il conflitto sta già producendo effetti tangibili sui mercati energetici e sulle rotte commerciali globali, con impatti diretti sulla competitività delle imprese manifatturiere toscane. Il primo segnale è arrivato dai mercati dell’energia: il prezzo del gas metano al TTF europeo ha sfiorato i 60 euro/MWh, chiudendo a 53 euro, quasi il doppio rispetto ai livelli precedenti all’acuirsi della crisi. Più contenuto, ma comunque significativo, l’aumento del petrolio. Nelle ultime ore si osserva una lieve flessione, ma l’andamento resta volatile e privo di certezze. A pesare è soprattutto la situazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui transita circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto, in gran parte proveniente dal Qatar. La difficoltà – o anche solo la percezione di rischio – nella navigazione di quel tratto di mare ha già innescato tensioni lungo le catene di approvvigionamento tra Asia ed Europa. Per l’Italia, nel brevissimo periodo, non si registrano criticità immediate sul fronte delle forniture: un’importante tranche di gas destinata al mese di marzo ha attraversato lo Stretto poco prima dell’inizio delle ostilità. Tuttavia, un eventuale prolungamento del conflitto – ipotesi evocata dallo stesso presidente statunitense – potrebbe rapidamente cambiare lo scenario, anche alla luce della riduzione della produzione di greggio annunciata dall’Iraq.
Nel frattempo, oltre al rialzo dei costi energetici e alla forte volatilità delle Borse ( parzialmente recuperato), si registra un’impennata dei premi assicurativi marittimi, decuplicati per le navi mercantili in transito dal Golfo Persico. L’aumento dei costi assicurativi si traduce in noli più elevati e, a cascata, in rincari su materie prime e prodotti finiti.
Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord, parla di “ennesimo drammatico shock economico, oltre che geopolitico”, sottolineando come le imprese italiane – già penalizzate da precedenti conflitti, tensioni commerciali e dazi statunitensi – si trovino ora ad affrontare un ulteriore fattore di instabilità. Per un Paese fortemente dipendente dall’estero per le forniture energetiche e strutturalmente appesantito da costi elevati, la situazione rappresenta un serio ostacolo alla competitività.
Solo nei giorni scorsi, a Prato, era stato presentato il rapporto di Confindustria “Esportare la Dolce Vita”, focalizzato sulle potenzialità di crescita dell’export manifatturiero italiano. In un contesto segnato da costi energetici in aumento, instabilità logistica e possibile contrazione della domanda nei mercati coinvolti dal conflitto, intercettare nuove opportunità o anche solo mantenere le quote acquisite appare oggi più complesso.
Sul fronte energetico, Tiziano Pieretti, vicepresidente con delega all’energia, evidenzia come l’impennata del gas presenti caratteristiche difficilmente spiegabili con le sole dinamiche di domanda e offerta. Il confronto con il petrolio, i cui aumenti risultano più contenuti e coerenti con il contesto geopolitico, suggerirebbe la presenza di forti componenti speculative sul mercato europeo del gas, con effetti destabilizzanti per imprese e famiglie.
A ciò si aggiunge il tema dell’internazionalizzazione. Massimo Capecchi, vicepresidente e delegato all’export dell’associazione, sottolinea come l’incertezza renda più difficili viaggi d’affari, relazioni commerciali e attività tecniche sui mercati esteri. L’idea di un mercato globale fluido e integrato appare oggi meno scontata, mentre l’aumento congiunto dei costi energetici e di trasporto incide direttamente sul prezzo finale delle merci, erodendo i margini e la competitività delle imprese esportatrici.
Il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo esposto a un doppio shock: da un lato l’aumento dei costi di produzione, dall’altro la possibile contrazione della domanda e la frammentazione delle catene globali del valore. In assenza di una rapida de-escalation del conflitto, il rischio è quello di una nuova fase di rallentamento per un manifatturiero già provato da anni di turbolenze geopolitiche ed energetiche.

Edizioni locali: Prato

CONSIGLIATI

logo_footer_notiziediprato
logo_footer_notiziediprato

Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)
©2024 Notizie di Prato - Tutti i diritti riservati
Powered by Rubidia