Il settore delle costruzioni guarda con crescente preoccupazione ai prossimi mesi. A lanciare l’allarme è Giacomo Salvi, presidente di Ance Toscana Nord, che segnala un quadro in peggioramento per le imprese di Lucca, Pistoia e Prato. I primi segnali, spiega Salvi, erano già emersi all’inizio dell’anno. «Avevamo già espresso, nella nostra conferenza stampa, il timore dei costruttori: i dati delle Casse edili provinciali mostravano sì un aumento delle ore lavorate, ma con una crescita meno sostenuta rispetto alla fine del 2024».
Una dinamica che aveva già acceso i riflettori su un possibile rallentamento del settore, dopo gli anni di forte espansione trainati dagli investimenti pubblici e dai bonus edilizi. La fine progressiva dei lavori legati al Pnrr e la cessazione degli incentivi per l’edilizia residenziale privata rappresentano infatti, secondo l’associazione dei costruttori, due passaggi delicati per l’intera filiera.
A complicare ulteriormente il quadro si è aggiunta la nuova crisi geopolitica internazionale, che sta producendo effetti immediati anche sul comparto delle costruzioni. «Non ci aspettavamo un’ulteriore emergenza di questo tipo – osserva Salvi – ma stiamo già registrando rincari sui materiali da costruzione anche nei nostri territori».
Le imprese segnalano aumenti che riguardano in particolare i derivati petrolchimici, come il bitume, ma anche altri materiali fondamentali come l’acciaio, a cui si sommano i costi crescenti dei trasporti.
Per questo Ance Toscana Nord si unisce agli appelli lanciati a livello nazionale dall’associazione dei costruttori. «Serve una politica industriale di emergenza – sottolinea Salvi – che non si limiti a intervenire su carburanti e bollette, ma che preveda misure specifiche anche per i materiali da costruzione non soggetti alle accise».
La preoccupazione riguarda soprattutto la fase attuale, in cui molti cantieri legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza stanno entrando nella fase conclusiva. Il rischio, avverte il presidente dei costruttori, è che l’aumento dei prezzi possa mettere in difficoltà imprese e appalti proprio nel momento decisivo.
Senza strumenti capaci di compensare l’impatto dei rincari, conclude Salvi, «le ricadute sull’intero sistema saranno davvero pesanti», con effetti che potrebbero coinvolgere non solo le imprese edili ma l’intera filiera collegata al settore delle costruzioni.
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