Mondo dell’imprenditoria in lutto per la scomparsa di Roberto Sarti, tra i più apprezzati, innovativi e lungimiranti imprenditori pratesi. Roberto Sarti aveva 83 anni; è morto nella notte di giovedì 14 agosto all’ospedale Santo Stefano, dove era ricoverato da qualche giorno. Il nome di Roberto Sarti richiama principalmente il lanificio Faliero Sarti, oggi alla terza generazione, brand tra i più famosi del distretto inserito nel segmento del lusso con le sue sciarpe che hanno scritto pagine di storia e portato il tessile pratese ovunque nel mondo. Roberto, figlio di Faliero, aveva contribuito con il fratello Paolo in maniera determinante al consolidamento dell’azienda, nata nel 1949 come ditta individuale prima al Soccorso e poi trasferita nella sede attuale nell’area industriale di Campi Bisenzio. Tessile e non solo: gli interessi di Roberto Sarti, infatti, hanno toccato anche altri settori come food e immobiliare con la società Oasis, proprietaria dei terreni dove fu costruito il Parco Prato. “Roberto Sarti è stato un imprenditore attento all’innovazione e alle evoluzioni del mondo della moda – si legge in una nota di Confindustria Toscana Nord -; l’azienda ha mantenuto al proprio interno, diversamente da quanto avvenuto generalmente nel modello pratese, fasi produttive che le consentono di avere un forte controllo diretto dei processi”. Ha fatto parte, a titolo personale o come azienda, di alcune delle più importanti realtà associative pratesi, dall’Unione Industriale (oggi Confindustria Toscana Nord) che gli conferì nel 2012, in occasione del proprio centenario, un riconoscimento come socio storico, a Pratofutura al Rotary Club Prato.
Con Roberto Sarti se ne va un pezzo di storia imprenditoriale pratese molto importante, un tassello fondamentale che ha contribuito negli anni Sessanta alla crescita e allo sviluppo del distretto. Tra le sue ultime apparizione in pubblico quella al Museo del Tessuto, lo scorso autunno, in occasione della mostra “Walter Albini e i tessuti”, dove raccontò il suo rapporto con lo stilista a cui era legato da una lunga amicizia. Impegnato da sempre nel sociale, Roberto Sarti fino all’ultimo ha lottato con lucidità e coraggio contro la malattia.
Roberto Sarti lascia la moglie Anna e i cinque figli Cinzia, Maurizio, Monica, Gabriele e Federico. Figli che rappresentano la terza generazione nell’attività di famiglia.
L’ultimo saluto sabato 16, alle 9, nella chiesa della Sacra Famiglia.
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