Entro febbraio–marzo prenderà il via la prima fase operativa di Didip – Digital District Platform – realizzata attingendo alle risorse stanziate dal Governo Draghi dei 10 milioni di euro destinati al distretto attraverso fondi Mise/Mef, messi a disposizione tramite un bando del Comune di Prato per progetti di sistema. Didip nasce come una vera e propria infrastruttura digitale di distretto: una “strada veloce” sicura e condivisa lungo la quale far viaggiare dati di filiera in modo ordinato, standardizzato ed efficace. L’obiettivo è consentire alle imprese di raccogliere, gestire e scambiare informazioni – dalla produzione alla tracciabilità, fino alla rendicontazione Esg – riducendo tempi, errori e costi nascosti legati alla burocrazia e alla frammentazione dei sistemi.
«Per Prato questa piattaforma è un’opportunità importante, un’occasione per raccontare una storia diversa da quella a cui troppo spesso siamo assimilati – commenta Moreno Vignolini, vicepresidente di Confartigianato –. Abbiamo la possibilità di essere il primo distretto a presentare una piattaforma etica, grazie a una tracciabilità completa, ma anche operativa, capace di snellire in modo concreto la parte burocratica». Il progetto è il risultato di una lunga fase di progettazione condivisa tra aziende della filiera, associazioni di categoria e software house. Didip non sostituisce i gestionali aziendali già in uso, né impone cambiamenti ai processi interni: si colloca sopra gli Erp esistenti, dialogando con essi attraverso connettori dedicati. Un approccio basato sull’integrazione, non sulla sostituzione, che consente anche alle imprese già dotate di soluzioni verticali per la tracciabilità di continuare a utilizzarle, beneficiando però di una gestione dati coordinata a livello di distretto.
Il contesto in cui si inserisce è quello delle richieste di tracciabilità, qualità e sostenibilità che non sono più eccezioni, ma standard di mercato. Oggi i dati accompagnano le merci, ma raramente seguono un flusso ordinato. Il rischio è continuare a rispondere azienda per azienda, con un grande dispendio di ore/uomo per inserimenti, controlli e correzioni, e con informazioni scambiate tramite email, file disomogenei e fogli non strutturati. Ogni passaggio aumenta il rischio di errore e allunga i tempi di risposta, mentre i competitor internazionali si sono già strutturati. La piattaforma quindi offre una risposta di sistema: raccoglie i dati di produzione e di filiera, li standardizza e li instrada verso imprese, clienti, distributori, sistemi di tracciabilità e Digital product passport, oltre ai sistemi di rendicontazione Esg. L’attivazione della piattaforma è a pagamento, ma consente economie di scala grazie a integrazioni condivise; sono inoltre allo studio incentivi per ridurre i costi di accesso alle imprese. Il percorso di realizzazione è ordinato e regolato. Parte da una proposta a iniziativa privata, sottoposta a valutazione di interesse pubblico, e prosegue con una procedura competitiva e trasparente per l’affidamento e l’avvio della piattaforma. Nel modello di governance, il soggetto privato propone, investe e realizza l’infrastruttura, mentre l’ente pubblico valuta e tutela l’interesse collettivo del distretto. Il cronoprogramma prevede: febbraio/marzo: costituzione formale della società consortile proponente, marzo/aprile: presentazione del progetto di fattibilità al Comune di Prato, maggio: gara pubblica, autunno: svolgimento della procedura valutativa e comparativa, fine anno: avvio materiale della realizzazione della piattaforma La scelta che il distretto è chiamato a fare non riguarda solo la tecnologia, ma il ruolo che Prato vuole assumere nel futuro della filiera: da somma di singole realtà a sistema strutturato, trasparente e competitivo.
aa
Riproduzione vietata